Sulle carte d’identità resteranno le diciture papà e mama e non genitore 1 e genitore 2. E sia il sottosegretario comasco alla presidenza del Consiglio, Alessio Butti, sia il ministro alle Infrastrutture e leader della Lega esultano: “Grazie al Governo Meloni, sui documenti anagrafici dei minori resterà la dicitura padre e madre, scongiurando l’ipotesi delle qualifiche neutre di genitore 1 e genitore 2. Una battaglia di buon senso a difesa dei diritti dei più piccoli”, ha detto l’esponente di Fratelli d’Italia. “Mamma e papà, le parole più belle e dolci del mondo, non si toccano”, ha fatto eco Salvini.
Tutto nasce dopo una sentenza del tribunale di Roma che un mese fa aveva riabilitato la vecchia dicitura genitore 1 e genitore 2. Fatto che però – come ha poi spiegato al quotidiano Repubblica la ministra della Famiglia Eugenia Roccella – è stato derubricato dal governo a “una sentenza individuale, che dunque vale per la singola coppia che ha fatto ricorso”. Di conseguenza, sulle carte d’identità resteranno le parole padre e madre.
E in caso di coppie dello stesso senso con un figlio? “Possono sempre fare ricorso”, ha risposto ancora a Repubblica Roccella.