Ha vinto l’asse Forza Italia-centrosinistra: la nuova Commissione speciale Sicurezza del Comune di Como, organismo autonomo e con presidente ad hoc originariamente chiesto dai Fratelli d’italia che poi si sono sfilati sotto le pressioni di sindaco, Lega e lista civica Insieme per Landriscina, nascerà.
L’istituzione è stata approvata con il minimo dei voti necessari, 17 su 33 totali (sindaco incluso), che però hanno prodotto il massimo risultato possibile. Oltre, ovviamente, a una spaccatura nettisima nel centrodestra, con la triade contrarissima al nuovo soggetto (appunto, sindaco-Lega-Insieme, sulle barricate pur di non concedere una nuova presidenza al meloniano Sergio De Santis, ex Insieme per Landriscina) sconfitta alla fine del lunghissimo braccio di ferro politico.
Pesantissime le dichiarazioni di molti consiglieri, con la “piroetta” di Fratelli d’Italia – partito passato da essere il massimo sostenitore della Commissione Speciale all’astensione finale in aula dopo un accordo trovato con sindaco, Lega e civica Insieme – nel mirino di molti.
Il capogruppo di Svolta Civica, Vittorio Nessi, ha parlato di “proposta seria, che veniva da più parti, svenduta per 25 denari, con la vittoria della politica del baratto”.
Il capogruppo Pd, Stefano Fanetti, ha bollato la spaccatura del centrodestra come “una farsa incredibile, dove i principali promotori (FdI, ndr) si sono tirati indietro dissociandosi da se stessi”.
La consigliera di Fratelli d’Italia, Patrizia Maesani, nell’annunciare l’astensione della lista ha ammesso di essere costretta “a fare una delle dichiarazioni di voto più difficili; come posso dare torto ai consiglieri Fanetti e Nessi? Il nostro comportamento risulta incomprensibile, abbiamo scritto una brutta pagina”.
Magatti ha reso omaggio a chi davvero più di tutti aveva voluto la Commissione Speciale in Fratelli d’Italia, il consigliere (ieri assente, ndr) Sergio De Santis, sottolineando il dialogo costruttivo avuto con lui. “Poi però – ha aggiunto Magatti – è intervenuto il giro di giostra: una storia brutta, da cui non tutti usciranno con la faccia bella. Voteranno contro l’istituzione della commissione i diligenti e gli obbedienti (alla giunta, ndr)”. Ovvero, Lega e Insieme.
Alla fine, il voto: 17 a favore (tutti i gruppi di opposizione più tutta Forza Italia), 4 astenuti (FdI) e voto contrario del resto del centrodestra. Coalizione che, al primo appuntamento in consiglio del 2019, si presenta spaccata esattamente come a fine 2018, anche se il capogruppo di Forza Italia, Enrico Cenetiempo, ha sottolineato che “non apriamo nessuna crisi, abbiamo solo tenuto sempre la stessa posizione e non siamo contro questa amministrazione”.
Da notare, peraltro, che pochi minuti prima ancora Forza Italia – nuovamente in asse con i gruppi di opposizione di Pd e Svolta Civica – aveva espresso un palese distinguo anche sulla proposta di Fratelli d’Italia di osservare un minuto di silenzio dedicato alle vittime missine della strage di Acca Larentia del gennaio 1978 (“Pd, Svolta Civica e Forza Italia si rifiutano di commemorare solo i giovani uccisi del Msi”). Insomma, i rapporti interni alla maggioranza di centrodestra sono (nuovamente) al minimo storico.