Come ogni anno nella solennità di Maria Santissima Assunta in Cielo, il Vescovo, cardinale Oscar Cantoni, ha presieduto, nella Cattedrale di Como, chiesa madre della Diocesi, intitolata all’Assunta, la Santa Messa Pontificale.
Ecco l’omelia:
Proprio nel cuore dell’estate, quando tutti noi siamo tentati di fermarci a considerare solo i valori terreni, positivi, ma transitori, (le vacanze, i viaggi, lo sport, il sano divertimento, il tempo libero), la liturgia odierna ci invita ad andare oltre, a puntare decisamente lo sguardo sul mondo futuro, a non dimenticare i valori eterni, che non verranno mai meno, anticipando con la nostra vita ciò che ci attende nell’eternità, quando tutti “riceveranno la vita in Cristo” (seconda lettura).
La liturgia, per assicurarci che noi tutti siamo orientati verso il mondo futuro, non ci offre teorie, ma semplicemente ci presenta Maria di Nazareth, nostra madre, assunta alla gloria del cielo. Essa ci precede e ci attende finché anche noi giungiamo alla meta finale. Maria è la prima di tutti i redenti a partecipare della forza vittoriosa della morte e della risurrezione di Cristo, suo figlio. Essa è entrata per prima a godere la pienezza di vita nel mondo nuovo, a cui tutti noi siamo destinati. Giustamente Maria è così definita: “primizia
e immagine della Chiesa, chiamata alla gloria”.
Con la festa di Maria assunta nella gloria dei cieli, Il Signore ci assicura la vittoria dell’amore, che si impone sull’odio, della pace, che vince ogni violenza, della giustizia, che travalica le opere dell’egoismo.
Nella pagina drammatica dell’Apocalisse, che abbiamo ascoltato, ci è narrato come le forze del male si sono scontrate, in un terribile duello, con quelle del bene. Dio, che è il più forte, ha vinto la lotta violenta che il drago ha suscitato e ha esaltato, invece, la debolezza dell’amore, tanto che la donna, descritta nella prima lettura, ha partorito il figlio maschio,che il drago voleva divorare. La donna, poi, con il bimbo appena nato, ha potuto rifugiarsi, incolume, nel deserto, così da poter cantare: “ora è compiuta la salvezza, la forza e il regno
del nostro Dio e la potenza del suo Cristo”.
Ci fa bene ascoltare e attualizzare dentro la nostra storia questa pagina della Scrittura per non rassegnarci, in questo continuo clima di violenza, di guerra e di morte, e convincerci che alla fine, nella vita, è sempre il male che imperversa e che prevale. Noi osiamo credere, confortati dalla risurrezione di Cristo, che la violenza non avrà l’ultima parola, mentre Dio continua ad aprire nella storia cammini di riconciliazione e di pace, attraverso uomini e donne che lottano per la riconciliazione e la solidarietà, la giustizia e la pace, così che tutti si riconoscono fratelli e sorelle, figli dello stesso Padre che è Amore, Vita e Luce.
“Il mondo, ci ricorda papa Leone, non può continuare ad assistere a spettacoli così macabri come quelli in corso in numerose regioni della terra. Bisogna porvi fine il prima possibile”. Ma intanto è bene ricordarci che anche noi siamo esposti ad affrontare quotidianamente
la guerra tra il male e il bene: essi convivono dentro di noi. Non possiamo lasciarci sopraffare dal male, anche noi possiamo vincere e superare il male che è dentro di noi con l’aiuto di Dio, così da far prevalere la forza operosa del bene e dell’amore. Ci aiuti Maria che, con premura di madre, vigila anche oggi sulla nostra vita e ci insegna, con il canto del Magnificat, che la storia è sempre guidata dalla sapiente mano di Dio, che ci prepara una eternità beata in proporzione del nostro impegno nel lottare per la vittoria del bene, dell’amore e della giustizia, diventando così promotori di pace.
Oscar card. CANTONI
