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Politica

Il consiglio boccia il cancello anti-senzatetto a San Francesco. Solo Lega e Rapinese favorevoli

Come ampiamente atteso, è stata bocciata a larga maggioranza la mozione presentata dalla Lega e appoggiata solamente dalla lista Rapinese Sindaco che chiedeva l’installazione di un cancello anti-senzatetto davanti al portico dell’ex chiesa di San Francesco.

Il voto, dopo una lunga discussione in consiglio comunale, è arrivato questa sera e ha ratificato un risultato nettissimo: 30 consiglieri presenti in aula, 4 astenuti (la civica Insieme per Landriscina e il sindaco stesso), 9 favorevoli, 17 contrari.

Poco prima del voto conclusivo era stato approvato con 20 favorevoli e 4 astenuti l’emendamento degli stessi leghisti per correggere la data di costruzione dell’ex chiesa di San Francesco dal 1203 al 1230.

Sulla questione ha parlato il sindaco Mario Landriscina: “Se pensate che io sia così imbecille da non avere un piano vi sbagliate: ce l’ho un piano. Mi pregio di non prendere ordini da nessuno, mi riserverò di operare secondo le vostre decisioni ma con le mie modalità”.

In fase di dichiarazioni di voto, il consigliere Alessandro Rapinese ha ribadito che “quel cancello non risolve i problemi del mondo, è vero, ma almeno risolverà i problemi di chi vive lì e salverà quell’area. A tutto c’è un limite e quella zona è arrivata a un limite che non è più tollerabile”.

Per Fratelli d’Italia, il capogruppo Matteo Ferretti ha sottolineato il parere contrario affermando che “questa non è una soluzione, ma sposta il problema soltanto di qualche metro. Bisogna applicare la legge, il Regolamento di polizia urbana, ma non trasferire il problema ad altre aree delle città”.

Vittorio Nessi (Svolta Civica) ha invitato la giunta a “prendersi carico del problema di San Francesco, anche dei clandestini” ma ha ribadito il no alla grata.

Si è confermata favorevole al cancello la consigliera ex Lega e firmataria della mozione Pierangela Torresani (ora Gruppo Misto), mentre la consigliera Patrizia Lissi (Pd) ha affermato che “non si è mai visto un degrado così in città; nessuno nega i problemi dei residenti della zona, ma cosa ha portato l’amministrazione in questi tre anni, che tipo di sicurezza? Reale o percepita? I problemi si affrontano, ma non raccontando bugie: noi siamo contrari al cancello”.

Per la Lega è intervenuto Claudio Borghi citando il Parco della Vetra di Milano, fino a pochi anni fa uno dei luoghi più malfamati della metropoli. “Poi – ha detto il consigliere e deputato leghista – il sindaco Formentini propose il cancello: si alzarono polemiche come quelle che si sentono a Como ma la recinzione arrivò e ci fu un’immediata trasformazione: quell’area che era un cratere nel cuore di Milano è una delle aree più belle della città. Quindi ovviamente votiamo a favore del cancello a San Francesco”.

Contraria Forza Italia. “Noi confermiamo il voto contrario – ha detto il capogruppo Enrico Cenetiempo – Riteniamo che costringere i senzatetto ad allontanarsi con un cancello significhi soltanto spostare altrove il problema. Continueremo a combattere per il dormitorio”.

Contrario anche Fabio Aleotti per il Movimento Cinque Stelle: “La cancellata a San Francesco è solo un bieco simbolo, non c’entra nulla la protezione del monumento che troverebbe d’accordo tutto il consiglio comunale”.

No secco anche da Bruno Magatti (Civitas): “Questa amministrazione ha lavorato sempre per il tanto peggio tanto meglio. Ma le persone non possono essere cancellate, semplicemente si spostano. Questa mozione ha mostrato la frattura interna alla maggioranza, anche se la Lega ha trovato l’appoggio di Rapinese”.

Ada Mantovani (Gruppo Misto), contraria, ha sottolineato che “il problema in quel luogo sicuramente esiste, viene da chiedersi come si sia arrivati a tanto degrado, a questa sorta di vetrina della disperazione. Il cancello di sicuro non risolve la situazione, ma lì sotto devono tornare ordine e civiltà per tutti”.

Un commento

  1. Come previsto la proposta della cancellata è stata respinta con la stessa maggioranza con cui è stato approvato l’allestimento del dormitorio. Si è ribadito, come se non fosse già chiaro, chi è per la chiusura, la cancellata la simboleggia perfettamente, e chi è per l’accoglienza razionale, il ricovero.
    Perché di accoglienza razionale si tratta. A differenza di quanto alcuni in città continuano a ripetere, il dormitorio non invita i “senzatetto” di tutta Italia a venire a Como (dormitori ce ne sono tanti e in quasi tutte le città), invita i “senzatetto” autoctoni e ospiti abituali a non bivaccare per le vie della città e a rivolgersi a strutture protette. Consente quindi di togliere gli alibi ai riottosi e di controllare la condizione di una categoria invisibile e quindi a rischio per sé stessa e per la cittadinanza.
    È difficilmente comprensibile quindi la posizione di chi non vuole il ricovero ma vuole la cancellata. A patto che la cancellata non rappresenti l’ultimo baluardo, ormai indifendibile, dell’insieme di slogan senza costruttività che hanno caratterizzato la continua e noiosa campagna elettorale della Lega e della loro scimmietta d’organetto. Ormai, purtroppo, si tratta solo di questo e nulla più.

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