Non si placano dubbi e polemiche politiche sul futuro del Lido di Villa Olmo, la cosiddetta ‘spiaggia dei comaschi’. Dopo l’addio dello storico gestore Maurizio Locatelli e le seguenti prime reazioni di ieri, oggi interviene Svolta Civica con una nota inviata dal consigliere Vittorio Nessi.
Pubblichiamo la nota di seguito.
Perché interrompere una gestione eccellente di un bene comasco quando questa funziona perfettamente? Villa Olmo era rimasto l’ultimo lido della città, gestito da comaschi, dopo che in molti si erano sentiti “sfrattati” da Villa Geno, a causa dell’impennata del costo dell’ingresso.
Ora, senza motivare la sua decisione, il sindaco comunica l’interruzione della concessione esistente al Lido di Villa Olmo, quando potrebbe tranquillamente rinnovarla.
Quali sono i motivi di questa scelta, visto che la struttura è stata sin qui egregiamente gestita, le tariffe di ingresso si sono mantenute a misura di cittadino (e non soltanto di turista) e il canone regolarmente versato al Comune non era certo irrisorio?
Perché il sindaco dice che “non ci sarà interruzione del servizio”? Come fa ad essere certo dell’esito di quello che dovrebbe essere l’esito di una gara pubblica?
La trasformazione, sciagurata, della nostra città in un luogo a misura dei soli turisti è sotto gli occhi di tutti. E a farne le spese sono i cittadini comaschi.
Ieri era giunta anche una nota da parte del coordinatore cittadino di Forza Italia, Davide Gervasoni.
Forza Italia esprime forte preoccupazione per la decisione dell’amministrazione comunale di Como di mettere a bando la gestione della Piscina Sinigaglia, della Piscina di Casate, del Palaghiaccio di Casate e del Centro sportivo di Sagnino senza un confronto chiaro con il Consiglio comunale, le società sportive e i lavoratori.
È un vero peccato constatare che CSU, nata per gestire e valorizzare gli impianti sportivi cittadini, venga oggi di fatto privata proprio di questo ruolo. Le amministrazioni cambiano e con esse cambiano le scelte e i tempi, ma non possiamo non rilevare con profondo rammarico la fine di un’esperienza che era stata progettata e realizzata per garantire una gestione pubblica e radicata sul territorio.
Se l’attuale giunta intende comunque procedere con nuovi gestori privati, riteniamo assolutamente fondamentale e prioritario che vengano mantenuti prezzi ragionevoli e sostenibili per l’accesso a tali strutture, di primaria importanza per la città, e che siano garantiti benefici concreti per le società sportive comasche e per gli stessi residenti, evitando derive esclusivamente commerciali che penalizzerebbero famiglie e associazioni.
Ancora più preoccupante è la situazione del lido di Villa Olmo con una concessione scaduta e nessun bando pronto a ridosso dell’estate, una situazione compromessa e senza certezze che rischia di lasciare la città senza un servizio fondamentale proprio nel periodo più importante dell’anno, e in un comparto strategico per lo sviluppo economico del territorio come il turismo.
Come in tante altre occasioni, l’amministrazione dimostra una programmazione debole che espone Como al rischio di ritardi e disservizi proprio quando servirebbero organizzazione e chiarezza.