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Politica

Lega, deputati lariani all’attacco di Di Maio: “Frontalieri dimenticati, calvario inaccettabile”. La replica di Erba (M5S)

Lunghi serpentoni ai valichi di frontiera.

E’ quanto accade da qualche giorno, da quando, cioè, il Ticino ha parzialmente riavviato lavoro e produzione. Primo step di un calendario che prevede aperture progressive:

Il Ticino riparte: parrucchieri, fioristi e brico dal 27 aprile. Scuole e negozi dall’8 maggio 

Ma già con il primo allentamento sono tornati al lavoro migliaia di frontalieri. Contestualmente però la Svizzera non ha riaperto tutti i valichi né velocizzati i pur opportuni controlli di frontiera.

Il primo a battersi è stato il sindaco di Solbiate (capofila di diverse amministrazioni) Federico Broggi che, peraltro, è segretario provinciale dem.

Dopo Bizzarone, battaglia per riaprire il valico di Maslianico. Broggi: “E la Svizzera velocizzi i controlli” 

Parte, lancia in resta, anche il carroccio con i tre deputati lariani Nicola Molteni, Alessandra Locatelli, Eugenio Zoffili insieme con Flavio di Muro (fronte ligure).

Durissima la nota indirizzata al ministro degli esteri, Luigi Di Maio, con accuse precise:

Il governo garantisca maggiori tutele ai frontalieri.

Ogni mattina i lavoratori comaschi, piemontesi e liguri che lavorano oltre confine sono costretti ad affrontare un calvario inaccettabile e non più sostenibile.

Code interminabili di almeno 3 km causate dai valichi chiusi, contingentati o aperti solo parzialmente in seguito alle misure adottate per l’emergenza Coronavirus.

Per questo abbiamo presentato un’interrogazione al ministro Di Maio per chiedere maggiore attenzione e tutela per chi tutti i giorni si alza all’alba e va a lavorare oltre confine.

E’ giusto e doveroso che il ministro degli esteri affronti una situazione critica non solo per i lavoratori comaschi, varesini e valtellinesi, ma anche per i liguri che, quotidianamente, si spostano dalla provincia di Imperia verso Francia e principato di Monaco.

L’attuale maggioranza ha completamente dimenticato i frontalieri dal punto di vista della tutela lavorativa, ci auguriamo che il ministro degli esteri intervenga almeno per snellire le procedure di identificazione e agevolare gli spostamenti quotidiani dei frontalieri, garantendo loro il diritto alla mobilità in sicurezza e senza ulteriori disagi.

EDIT 19.43

A stretto giro di posta è arrivata la replica ai leghisti del consigliere regionale pentastellato Raffaele Erba: “In realtà, soltanto qualche giorno fa, il Consiglio Regionale della Lombardia ha approvato un emendamento presentato dal consigliere da me. Ho chiesto e ottenuto che Regione Lombardia informi sistematicamente la Commissione Speciale “Rapporti tra Lombardia, Istituzioni europee, Confederazione Svizzera e province autonome” sullo stato dell’arte delle misure adottate per l’emergenza COVID-19 e dei rapporti tra Regione Lombardia, il Governo Italiano, la Confederazione Svizzera e il Canton Ticino, attraverso un flusso continuo ed esauriente di informazioni e dati ufficiali, nonché mediante informatrice dell’assessore competente di commissione”.

“Probabilmente i leghisti non erano informati di questo impegno assunto dal Consiglio Regionale che è guidato da esponenti del suo stesso partito – aggiunge Erba – C’è voluto un emendamento del MoVimento 5 Stelle per sollecitare l’assessore competente (Massimo Sertori) a relazionare la Commissione Speciale Elvetica sulle misure poste a tutela dei frontalieri e sull’andamento delle relazioni tra Lombardia e Ticino. Eppure sarebbe stato un dovere dell’assessore di maggioranza prendere l’iniziativa e magari trasmettere i risultati del lavoro svolto ai suoi colleghi di partito”.

CORONAVIRUS: TUTTI GLI AGGIORNAMENTI DA COMO, LOMBARDIA E TICINO

 

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