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Foto scattata prima dell’emergenza Covid
Politica

Locatelli in Regione: “Onorata. Como? Bene Landriscina ma stretto da troppi Consigli comunali. Negretti sindaco, perché no?”

Salda, saldissima nel cerchio magico del Capitano.

Alessandra Locatelli veleggia veloce e pianta una nuova medaglia sul petto. La fedelissima Salviniana, ormai saldamente ai vertici nazionali del partito, come abbiamo raccontato in questi giorni e confermato stamani, entra nella giunta lombarda di Attilio Fontana.

Salvini in tv benedice la nuova giunta Fontana: via Gallera, dentro Alessandra Locatelli. Tutti i nomi

Sono lontani eppure cronologicamente vicinissimi i tempi in cui, segretario cittadino della Lega senza incarichi elettivi, la vedevamo in presidio permanente alla Stazione San Giovanni, erano i giorni della drammatica emergenza migranti.

In un istante è stata assessore e vicesindaco di Landriscina, deputato della Repubblica, ministro, ex ministro e tra poco ex deputato vista l’incompatibilità con la nomina a Palazzo Lombardia.

Locatelli, lei è ovunque.
(Ride) Io sono dove mi viene chiesto di andare. Mi piace lavorare tanto e sodo. Adesso questa nuova responsabilità, servire i cittadini lombardi è un onore. Non immaginate quanto sia emozionata.

Roma addio e si torna in Padania.
Mi sento vicina al territorio e posso fare cose reali. A Roma regna il caos, il ruolo del parlamentare è importante e serio ma qui adesso potrò lavorare molto più nel concreto. Poi mantengo gli altri ruoli nel partito.

Subentra in un momento difficilissimo e il rimpasto ne è la prova. Lei certo lo difenderà ma Fontana ha tutt’altro che brillato nella gestione dell’emergenza Covid.
E’ stato difficile per tutti e in particolare in una regione grande come la Lombardia, sempre sotto la lente. Io mi impegnerò perché i cittadini abbiano fiducia.

Deleghe alle politiche della Famiglia e Sociali.
Sì, sottolineando anche disabilità e volontariato. E’ un incarico fondamentale soprattutto in questo momento difficile. Spero di poter declinare le mie umili e minime competenze per dare segnali a Enti, associazioni e persone che ogni giorno nei territori si mettono a servizio degli altri.

Oggi, col rimpasto lombardo, si è riaffermata tutta la potenza salviniana. Vien da dire che deciderete il candidato sindaco del centrodestra per le elezioni 2022 a Como.
Io non smetterò mai di occuparmi della politica comasca, lo faccio da sempre in modo viscerale. Spero che il prossimo candidato venga scelto da un centrodestra compatto, perché è da ricompattare, lo sappiamo, è sotto gli occhi di tutti. Dovrà essere un candidato forte e condiviso perché non voglio che a Como torni la sinistra distruttiva del passato.

E poi…
Se mi sta per chiedere se il sindaco Landriscina sta lavorando bene la risposta è: certo. Lo sosteniamo, lo abbiamo sempre sostenuto, siamo con lui e lo incoraggiamo.

La domanda era pure: Landriscina si ricandiderà?
Lo dirà lui.

C’è da dire che ultimamente non lo si sente e non lo si vede. Già prima non è che amasse il proscenio ma adesso…
Beh, arriviamo da mesi di epidemia. Ci sono state mille urgenze su cui ha lavorato duramente. Poi non ci sono più occasioni pubbliche in cui sentirlo parlare.

Insomma, basterebbe un comunicato, una conferenzina stampa ogni tanto.
Dipende da quello che ha da fare e dai tempi del lavoro. E poi ci sono tutti questi Consigli comunali.

Cioè?
Occupano tantissimo tempo, ci vuole più pratica e meno teoria.

Scusi, sta dicendo che i Consigli sono teoria, astrazione?
Durano tantissime ore, occupano tempo e fuori si percepisce poco cosa si fa. Si dibatte tanto, io penso che bisogna darsi da fare. Se potessi, con la bacchetta magica, ridurrei i tempi di discussione.

Vuole fare il sindaco di Como?
Non ho nemmeno iniziato a fare l’assessore regionale. Sto bene così.

Allora diciamo, Elena Negretti sindaco?
Se Landriscina non si ricandidasse, se lei lo volesse e fosse apprezzata da tutti come l’apprezzo io, ecco, dico: perché no?

 

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