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Attualità, Politica

L’addio di Galli: “Io, isolato in una squadra con visione zero. Non potevo più prendere colpe altrui. Il sindaco? Non l’ho sentito”

Isolato. Mai sostenuto dalla sua lista e dai colleghi di giunta. Additato come capro espiatorio per colpe non sue. In una squadra “con zero visione” dove in troppi si occupavano – per scelte evidentemente superiori – di materie e deleghe sbagliate.

E’ davvero impietoso l’addio alla giunta di Como dell’ormai ex assessore a Sport e Verde, Marco Galli, dopo il clamoroso annuncio a sopresa delle dimissioni in apertura del consiglio comunale di ieri sera. Oggi l’incontro con la stampa.

Como, terremoto politico. Si dimette l’assessore Marco Galli: “Non più disposto a tollerare”

“Quando nel 2017 decisi di candidarmi per la lista Insieme volevo rinnovare le strutture sportive e renderle degne di un capoluogo delle associazioni sportive – ha esordito – Su questo, con il futuro sindaco Mario Landriscina, fummo subito d’accordo. Mi aspettavo di poter condividere questi obiettivi con i colleghi, ma i malumori sono iniziati subito e la perdita della lista dei consiglieri Davide Gervasoni e Sergio De Santis, cosa che avrebbe dovuto far scattare campanello d’allarme”.

“Mi sono stati attribuiti insuccessi a me non imputabili – ha proseguito – Avrò commesso errori e pagato l’inesperienza ma un assessore allo sport senza portafoglio sarà sempre solo un tramite. Eppure basterebbero un paio di tecnici e una parte di bilancio. Invece c’è una burocrazia farraginosa e a questo si è sommata una visione zero e interessi alquanto parziali da parte di chi, invece, avrebbe dovuto contribuire anche concretamente alla realizzazione degli interventi o quantomeno a stimolare gli interventi propedeutici”.

“Mi sono occupato di temi spinosi come la bonifica Ticosa e l’appalto rifiuti, non mi sono tirato indietro e ho dialogato con tutti – ha aggiunto Galli – Ho lavorato con serietà e dedizione ma ho incassato colpi come la chiusura della piscina di Muggiò. Sulla mancata realizzazione nei tempi previsti degli interventi del Patto per la Lombardia, documento siglato nel dicembre 2017 e che prevede la riqualificazione del palazzetto di Muggiò, del centro sportivo Belvedere, dei campi di calcio di via Acquanera e via Spartaco e sull’assenza nell’ultimo bilancio di fondi reali sempre per il palazzetto dello sport, non potevo soprassedere: ho chiesto molte volte il perché e mi si diceva sempre di stare tranquillo, invece siamo solo alla fase progettuale. Inaccettabile”.

“Non dubito che gli uffici siano oberati ma vi sono rallentamenti esasperanti, con dirigenti e funzionari capaci di trovari dieci problemi quando la richiesta è risolverne uno”, ha sottolineato sul tema della burocrazia interna a Palazzo Cernezzi.

“Lascio con dispiacere e senza ripensamenti, mi è stato detto che pretendo troppo ma ho esaurito la pazienza. Non sono disposto a prendermi le colpe per l’inerzia altrui – ha rincarato la dose – Il dopo? Ora ho bisogno di riflettere perché questo palazzo tende a fagocitare le persone. Devo tornare a una dimensione reale”.

Con il sindaco Mario Landriscina finora nemmeno una parola: “Non ci ho ancora parlato, forse lo faremo fuori dal mio ruolo di amministratore e da uomo e uomo. Io ho perso un’occasione, ma questa giunta e il sindaco anche. Io mai difeso dalla mia lista o dalla giunta? Vero, il mio percorso solitario è stata una delle cause delle dimissioni. Ero convinto di far parte di un gruppo, non lo siamo mai stati”.

Sulla giunta: “Il coach deve sapere quale ruolo affidare, non puoi far fare il portiere a un mediano. Miei errori? Forse l’ingenuità nel credere che fossero tutti leali con me, io lo sono stato. Tanto che mi sono astenuto una sola volta su una delibera in quattro anni e mezzo”.

6 Commenti

  1. Vi ricordate la parola insieme??? Ecco INSIEME.. detta e stradetta. La parola cardine son dall’inizio della campagna elettorale.. Usata e abusata.. Tutto iniziava e finiva.. Con.. “INSIEME SI VINCE”.. Ora mi vien da dire, alla luce di tutto quello che è successo in questi pietosi 4 anni.., INSIEME NON SIETE MAI STATI!!. vero caro sig. SINDACO ??.dopo un anno si è dimessa la Dottoressa LOCATELLI.. era un PRIMO SEGNALE… bisognava valutare le situazioni, invece ognuno pensava SOLO PER SE STESSO….. di INSIEME… NULLA!!! ora non mi resta che dire.. Per la PROSSIME ELEZIONI. non PRESENTATEVI.. vi arriverà il conto..

  2. ” Il sindaco? Non l’ho sentito”. Mi chiedo il sincaco cosa ci sta a fare se non comunica con nessuno e non è mai al corrente dei disagi che regnano in città.

  3. Certo che anche lui poteva dimettersi un po’ prima, non a fine mandato ormai! Sono stati dall’inizio alla fine una banda di squinternati. Ci vuole proprio una faccia tolla per continuare a far finta che tutto vada bene. E il sindaco sta ancora pensando di ricandidarsi ?? Che levino le tende il prima possibile per il bene di questa città…

  4. È stato l unico a fare qualcosa in una giunta inesistente e con degli uffici comunali dove il verbo lavorare è offensivo. Ha fatto bene ad andarsene anzi ha pure resistito troppo

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