Polemica a distanza tra il segretario cittadino del Pd, Daniele Valsecchi, che ieri – prendendo in prestito un aggettivo usato spesso dal sindaco di Como Alessandro Rapinese – ha bollato come ‘piangina’ il centrodestra sconfitto al referendum a livello nazionale e a Como città (diversamente dalla provincia nel suo complesso dove ha prevalso il Sì) e, dall’altra parte, l’omologo di Fratelli d’Italia, Alessandro Nardone.
“Il centrodestra ora si lamenta, con quell’atteggiamento un po’ lamentoso (piangina) che vediamo spesso anche in città, della politicizzazione del risultato – aveva detto Valsecchi – Politicizzazione e ricerca di abbassare il livello che hanno messo in campo loro, a cui la città di Como, come tutta Italia, ha risposto No”.
“Leggo le dichiarazioni del segretario cittadino del Pd che ci dà dei piangina – dice Nardone – Vedi Daniele, prendendo in prestito certe armi di stile dimostri di voler somigliare a chi tutti giorni dici di combattere (riferimento a Rapinese, ndr). In secondo luogo confermi quanto abbiate politicizzato questo referendunm: la vostra esultanza la dice lunga su come abbiato condotto questa campagna ma tant’è, noi rispettiamo il giudizio degli elettori, sarà uno sprone per lavorare di più e sempre meglio”.
“Comunque stai sereno – ha concluso Nardone nella replica al segretario Dem di Como città – Prendo in prestito una citazione del tuo ex segretario Matteo Renzi perché nel 2027 confermeremo Giorgia Meloni al governo del centrodestra e alla guida della nazione e sì, vinceremo anche a Como”.
Sull’esito del referendum oggi ha diffuso una nota anche la segretario provinciale del Pd, Carla Gaiani.
Il voto di domenica e lunedì ha espresso con chiarezza la volontà degli italiani: il successo del NO al Referendum è una vittoria della democrazia per la democrazia, e della Costituzione. Una larga maggioranza del Paese ha fermato una riforma sbagliata, che avrebbe messo a rischio l’equilibrio tra i poteri dello Stato e l’autonomia della Magistratura. Le riforme si fanno per migliorare il sistema, non per indebolirne i contrappesi, cercando di subordinare un potere all’altro.
Gli italiani hanno riaffermato un principio fondamentale: la giustizia deve restare libera da condizionamenti politici. Certamente all’interno del nostro sistema giudiziario ci sono delle criticità, alcune anche importanti, alle quali occorre mettere mano ma
all’interno di quel perimetro saggiamente costruito dai nostri padri e madri costituenti. L’indipendenza e l’autonomia della Magistratura sono una garanzia a tutela di tutti i cittadini.
Il dato fatto registrato nella provincia di Como, dove ha prevalso il Sì, certo rappresenta per il Partito democratico, la politica in generale, e i vari Comitati locali per il NO, un elemento di forte riflessione che richiama la necessità di rafforzare ulteriormente il dialogo e i legami nei nostri territori. Da oggi però ripartiamo da qui: dalla volontà popolare; dalla nostra Costituzione che ha retto gli attacchi di chi voleva mortificarla a colpi di maggioranza, senza alcun confronto onesto; dalla centralità dello Stato di diritto per tutti e tutte.