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Nessi: “Anzaldo prevaricato dal sindaco”. Il presidente: “Non sono sottommesso, il suo è solo livore”

Durissimo scontro in consiglio comunale tra il consigliere comunale di Svolta Civica, Vittorio Nessi, e il presidente del consiglio comunale Fulvio Anzaldo. Nessi ha sostanzialmente accusato Anzaldo di sottomissione al sindaco nella gestione dell’aula, cosa che ha fatto infuriare il presidente del consiglio comunale il quale a sua volta ha stroncato come illazioni prive di fondamento e frutto di livore le parole dell’esponente di opposizione.

“In passato abbiamo denunciato come il presidente che dovrebbe garantire tutti i consiglieri non sia intervenuto a nostro parere con la dovuta autorevolezza per tutelare il rispetto verso minoranza e l’osservanza del regolamento – ha esordito Nessi – Ma abbiamo dovuto assistere a un nuovo episodio nella scorsa seduta”. A questo punto, il consigliere di Svolta Civica ha raccontato che “a un certo punto il sindaco ha preso la parola per rispondere a una dichiarazione, ma a fronte di una serie di divagazioni del primo cittadino, il presidente Anzaldo ha tentato di interromperlo, trattandosi di un intervento fuori dal contenuto. Per tutta risposta il sindaco, qui sta il fatto grave, ha afferrato con la mano destra il braccio del presidente del consiglio comunale come per dire lasciami parlare, con l’evidente pretesa di non essere interrotto e trattenendolo con fermezza sino al termine dell’intervento”.

“E’ superfluo ricordare che nessuno, neppure il sindaco, può sovrapporsi al presidente del consiglio comunale nel dirigere il dibattito, concedendo la parola o togliendola nel corso della discussione – ha proseguito Nessi – Probabilmente mai nella storia del consiglio comunale si è verificato un simile atto di prevaricazione. Per usare una metafora calcistica è stato come se un calciatore avesse afferrato il braccio dell’arbitro per impedirgli di fischiare un fallo. A fronte di questo, chiedo al presidente del consiglio comunale di trarre le dovute conclusioni e ai consiglieri di maggioranza ricordo che è anche nel loro interesse che il ruolo del presidente venga svolto con autorevolezza e senza timori nei confronti del primo cittadino affinché non venga mortificata l’istituzione alla quale tutti noi apparteniamo”.

La risposta di Anzaldo è stata a tono: “Sono ahimè rammaricato per questo ennesimo rilievo critico nei miei confronti – ha detto – Ovviamente questa accusa secondo cui io sarei sottomesso è un’illazione che non le consento. Io traggo la conclusione che lei prova un insanabile livore nei miei riguardi e questo è evidenziato sin dalla prima seduta del consiglio comunale in cui lei si è fermamente opposto alla mia elezione alla presidenza. Questo deriva dal passato, quando anche in una riunione prettamente tecnica lei mi ha invitato a non chiamarla consigliere e a non rivolgerle nemmeno la parola”.

E ancora: “Lei non manca mai di mettere in rilievo la mia scorrettezza e la mia inosservanza del regolamento, eppure lei esplica il suo ruolo di consigliere in tutti i modi, è in assoluto il consigliere che ha fatto più richieste di accesso agli atti, siamo già a 14 da inizio mandato, nessuno limita questo suo diritto né quello di parola. Non posso tollerare di essere tacciato come sottomesso alla volontà del sindaco e in tutta coscienza le dico che credo di fare al meglio il mio ruolo di garanzia in quest’aula”.

Il tesissimo scambio si è chiuso con un tentativo ulteriore di replica di Nessi che, sul livore, ha parlato di “accusa ingiusta” ricordando anche di aver chiesto ad Anzaldo di scusarsi per il famoso video “in cui faceva il gesto sui genitali davanti al Comune”, ma Anzaldo è sbottato: “Lei sta mentendo, questo non gli posso permettere”. E mentre Nessi rilanciava ancora “Io non lo consento a lei…”, la discussione è stata chiusa.

 

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