Fuori dall’attivismo gialloverde di governo, è il Pd a muovere i primi passi politici in provincia di Como. E sulla scia dell’elezione del nuovo segretario provinciale, Federico Broggi dal 18 novembre scorso, i dem provano a mobilitarsi. Primo spunto del 2019 è la contestazione alla ribattezzata “manovra contro il popolo” appena varata a Roma.
“Finalmente torneremo nelle piazze di tutta Italia per per parlare della manovra contro il popolo, per mobilitare la nostra comunità, per fare politica – dice Broggi – Ci torneremo per riprendere un pezzo di strada, perché non possiamo pensare solo al congresso e a casa nostra: fuori c’è un pezzo di paese a cui parlare. Noi ci saremo con le nostre proposte e le nostre critiche”.
L’appuntamento è al 12 gennaio prossimo.
Intanto è nata la nuova segretaria provinciale del Pd. Vice di Broggi è l’ex consigliera comunale di Como e responsabile del Coordinamento Donne, Andrée Cesareo (foto sotto). Non manca la continuità con l’epoca d’oro Gaffuri-Orsenigo (osservanza Lettiano-centrista), con l’ex presidente del consiglio comunale del capoluogo Stefano Legnani, lo storico delegato all’organizzazione Paolo Panizzolo e appunto l’ex segretario provinciale e ora consigliere regionale, Angelo Orsenigo (quest’ultimo tra i membri di diritto).

Nutrito, a partire dalla stessa Cesareo, l’asse più incline a sinistra con la parlamentare Chiara Braga (di diritto), Carla Gaiani, il segretario dei giovani, Tommaso Fasola (di diritto), fino all’ex segretario dei GD e ora in segreteria regionale, Edoardo Pivanti (vicinissimo a Braga). Chiudono Davide Vavassori (delega alla comunicazione), Oscar Mella (per la zona del lago) e Antonio Pagani (ex candidato sindaco a Cantù nel 2012, delega ai Circoli).
Un dato appare evidente: è diluita in dosi omeopatiche, se non sostanzialmente sparita dalla nuova segreteria provinciale ogni traccia palpabile di renzismo o renzianesimo che dir si voglia, peraltro in sostanziale parallelo con l’evanescenza della corrente che ai tempi della Lariopolda promossa dal sindaco di Albese, Alberto Gaffuri, conobbe il suo apice tra 2011 e 2016, con il culminante 2014 del 40%. Tempi lontanissimi, preistorici quasi, per i dem comaschi.
Si è sostanzialmente avverata la “profezia” del capogruppo in consiglio a Como, Stefano Fanetti, che già nell’aprile scorso disse addio all’esperienza del Giglio Magico, vissuta in prima persona, con la celebre intervista “Renzi? Un’ubriacatura, eravamo in cielo. Un mondo di emozioni snob”.