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Politica

Piscina di Muggiò, onda anomala Fratelli d’Italia sull’assessore Galli. Molinari: “Errori e colpe anche sue”

L’assessore ai Lavori pubblici Vincenzo Bella – uomo scelto direttamente dal sindaco Mario Landriscina nel 2017 – si è dunque dimesso nel pieno impazzare di venticelli di rimpasto e frizioni interne alla giunta di Como.

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Di fatto, un primo epilogo riassunto con rara efficacia dallo strappo plateale e verbalmente sanguinoso andato in scena nei giorni scorsi in consiglio comunale tra lo stesso Bella e il titolare della delega allo Sport, Marco Galli.

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Ma con Forza Italia che bussa insistentemente alla porta della stanza dei bottoni, la girandola di poltrone e nomi a Palazzo Cernezzi potrebbe essere tutt’altro che finita qui. E non si può escludere che anche lo stesso Galli non finisca dalla parte sbagliata dei foglietti che segnano rialzi e ribassi delle quotazioni.

In questo senso, le parole pronunciate oggi dal coordinatore provinciale di Fratelli d’Italia, Stefano Molinari, peraltro in passato anche assessore allo Sport, sembrano ad esempio segnare un distacco fortissimo tra i meloniani e l’attuale titolare della delega atletica.

Il che non significa che i Fratelli chiedano espressamente la testa di Galli: non è accaduto, probabilmente non accadrà e anzi, se proprio vogliamo vedere, il partito è forse il più “tranquillo” di tutti in questa fase tra ottima dotazione di consiglieri e scudo eretto a difesa dei propri assessori Marco Butti e Francesco Pettignano.

Il gelo con Galli, però, è evidente e sgocciola da qui in poi cadendo dritto su quel clamoroso impasse lungo un anno chiamato piscina di Muggiò.

“Ho ascoltato bene sia i famosi 17 minuti di Galli, con le accuse a Bella, sia la replica dell’ormai ex assessore – spiega Molinari – E visto che ho fatto anche io l’assessore allo Sport, della vicenda della piscina di Muggiò un po’ ne so. E allora devo dire che in particolare la ricostruzione di quest’ultimo anno da parte di Galli, pur corretta in alcuni punti, non ha evidenziato almeno due questioni importanti, se proprio vogliamo parlare di colpe”. Di colpe sue, aggiungiamo licenziosamente noi.

“Per prima cosa – continua Molinari – visto che la convenzione tra Comune e Fin scadeva nel giugno del 2019, con tutte le problematiche che già si conoscevano da tempo mi è parso decisamente inopportuno che venissero affrontate da Galli così poco prima della scadenza, almeno per quanto di sua competenza. A quel punto è chiaro che qualunque cosa sarebbe comunque arrivata in ritardo rispetto alle necessità. Galli doveva e poteva muoversi prima”.

Ma anche un’altra tappa del calvario che dura ormai da 12 mesi viene sviscerato dal segretario provinciale di Fratelli d’Italia.

“A un certo punto della vicenda, la Federazione Nuoto si disse disposta a provvedere per tenere aperta la piscina di Muggiò dal primo settembre al 28 febbraio, con gli interventi necessari almeno a garantire l’attività degli atleti. Fin quantificò in circa 400mila euro i fondi necessari, dunque più dei 260mila che introita come contributo dal Comune. Su queste basi non si chiuse, e può anche starci. Ma Fin allora fece un’altra proposta: prendere la gestione dell’impianto, provvedere agli interventi per aprirla sempre dal primo settembre al 28 febbraio senza nemmeno chiedere un contributo ma chiedendo almeno la garanzia che in caso di deficit di gestione il Comune si sarebbe impegnato a ripianare la somma del passivo. Oppure, nel caso pur improbabile di un utile, si sarebbero valutati i criteri di suddivisione della cifra eventuale. Risultato? Queste proposte da Galli non sono mai nemmeno arrivate in giunta, mi risulta non siano state nemmeno mai discusse con sindaco e colleghi”.

Parole pesanti, che fissano chiaramente responsabilità nette sulle spalle di Galli secondo il coordinatore di FdI. Ma non basta.

“Ora – conclude Molinari – ho sentito che l’assessore allo Sport parla di un possibile coinvolgimento di Csu per una riapertura temporanea. Bizzarro: a parte che non mi risulta che Como Servizi Urbani abbia la bacchetta magica, dalle prime stime parte che in questo caso la cifra necessaria sarebbe di circa 500mila euro, addirittura più di quella ipotizzata molto prima dalla Fin per fare le stesse cose. Ma allora perché prima no e ora magari sì? E poi, Csu avrebbe la capacità diretta di gestire una struttura di Muggiò o dovrebbe poi provvedere all’esterno? E allora chi sceglie, e come? Mi sembrano domande importanti”.

Paiono anche dissonanze secchissime tra FdI e l’assessore allo Sport, a dire il vero.

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