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L’avvocato Iantorno: “Rapinese non voleva Bella Ciao. E’ stata suonata solo dopo le proteste”

Oggi avevamo dato conto di un quiproquo – così lo avevamo definito e interpretato – tra il sindaco Alessandro Rapinese e la banda Musica di San Bartolomeo nelle Vigne di Tavernola in merito all’esecuzione di Bella Ciao durante la celebrazione del 25 Aprile ai giardini a lago di Como. Tutto nasceva da quello che sembrava un equivoco: l’apparente assenza dell’inno della Liberazione dalla scaletta ufficiale della giornata ancora poche ore prima dell’evento, con qualche rumor che dava il primo cittadino contrario alla sua esecuzione. Questione che poi, concretamente, era parsa spazzata via senza alcuna polemica dal fatto che la banda ha poi effettivamente suonato Bella Ciao dopo i discorsi ufficiali, con l’assenso esplicito anche dello stesso Alessandro Rapinese. Insomma, piccolo malinteso finito poi in nulla. Ora, però, dall’avvocato ex assessore Pd nella Giunta Lucini, Marcello Iantorno, arriva una ricostruzione decisamente diversa dell’episodio. Pubblichiamo la sua segnalazione di seguito.

Questa mattina verso la fine della manifestazione avevo chiesto al sindaco Rapinese in un brevissimo colloquio se fosse vero o meno ciò che iniziava a circolare circa la sua richiesta di non suonare Bella ciao e a ciò, con un poco di imbarazzo, il primo cittadino ha cercato di dire qualcosa di poco chiaro. Poi ho però potuto avere informazioni dirette che confermavano il fatto. Dunque nessun “piccolo giallo o “mancata intesa” tra la segreteria del sindaco e Musica San Bartolomeo nelle Vigne perché il sindaco nei giorni scorsi ha fatto scrivere una mail alla sua segreteria sul fatto che non gradisse far suonare Bella ciao, da sostituire con altro brano. E ciò in effetti è avvenuto. Solo verso la fine della manifestazione, di fronte alle lamentele dei presenti che chiedevano di suonare Bella Ciao cantandola essi stessi e con i musicisti fermi, Rapinese si è visto costretto a cambiare e consentire la esecuzione della canzone.

È un fatto molto grave sia che il sindaco abbia pensato di imporre quali musiche suonare o meno e addirittura pretendere nella celebrazione del 25 Aprile l’esclusione di Bella Ciao e dispiace che la banda musicale abbia inizialmente dovuto accettare tale grave intrusione e limitazione. Credo che non sia mai avvenuta in nessuna città italiana una cosa simile nelle manifestazioni del 25 aprile.

Rapinese da quando è amministratore, e cioè dal 2008 circa, non si è mai visto nelle manifestazioni del 25 aprile e la prima volta che ciò è avvenuto, cioè oggi, ha ancora una volta dimostrato la sua lontananza dai valori fondativi della nostra Repubblica nata dalla Resistenza e dalla lotta di migliaia di cittadini il cui sacrificio è ben espresso nelle belle parole di questa splendida canzone che è Bella Ciao, cantata in tutto il mondo libero ma evidentemente avversata da Rapinese che ancora una volta dimostra la sua enorme distanza da quei valori.

Il sindaco dovrebbe chiedere scusa ai cittadini di Como e a tutti coloro che si sono battuti contro il nazifascismo anche a costo della vita altrimenti dimostra di non essere alla altezza di ricoprire la carica di primo cittadino di Como, città che ha svolto un ruolo importante nella liberazione del Paese dal fascismo.

Piccolo giallo su Bella Ciao, poi a Como un 25 Aprile praticamente perfetto. Il discorso del sindaco

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