“Al contrario di quanto può dire il Sindaco, il Comune di Como non è casa sua. È la casa di tutti i cittadini. Gli amministratori sono semplici ospiti: cambiano, passano e vanno. Rapinese dovrebbe tenerlo bene a mente. Rispetti l’aula, l’istituzione, e tutti gli 84mila cittadini comaschi. Non solo i 14mila che l’hanno votato”. E’ quanto dicono Tommaso Legnani, segretario cittadino del Partito Democratico di Como, e Andrée Cesareo, vicesegretaria provinciale.
Il riferimento è alla notizia che abbiamo pubblicato ieri mattina: Rapinese definisce il Comune di Como “casa mia”. Molteni: “Così, lei non sarà mai il sindaco di tutti”.
E così alla prima durissima reazione di Giordano Molteni (ex candidato sindaco del centrodestra oggi nel gruppo misto) si aggiunge quella dei Dem. Che attaccano: “Basta con i teatrini deliranti di onnipotenza che si tengono regolarmente a “Fortezza” Cernezzi, dove il sindaco si è chiuso senza ascoltare nessuno – continuano Legnani e Cesareo – Da mesi assistiamo ad attacchi frontali da parte di Rapinese nei confronti delle opposizioni che fanno semplicemente il proprio dovere. Appena eletto però prometteva: “Massima collaborazione con l’opposizione. Solo dando retta alla minoranza ci sarà la possibilità di non cadere negli stessi errori“ Probabilmente anche questa, come tante altre promesse elettorali, è da considerarsi vuota. Il tutto a scapito dei cittadini”.