RADIO COMOZERO

Ascolta la radio
con un click!

Politica

Salvini-Locatelli e le polizie di primavera in via Milano Alta: “Alloggi alle forze dell’ordine”

Eradicazione delle panchine in piazza San Rocco, fatto.

Ispirazione dell’ordinanza anti-accattoni, fatto.

Spunta verde (padano) anche per il coprifuoco in piazza Martinelli (hotspot wi-fi molto gradito da migranti e richiedenti asilo), per lo stop alla maxi-moschea di via Cumano (foto sotto), per il blocco a qualsiasi ipotesi di dormitorio dedicato ai senzatetto aperto tutto l’anno e, naturalmente, per la chiusura del centro migranti di via Regina.

Il macro-schema si compie come da promessa elettorale. Nulla è dato al caso: Alessandra Locatelli non gioca a dadi, statene certi.

Non più astro nascente oggi, anzi, è stella fulgida e di prima fila nell’imperiale firmamento salviniano. Deputato, assessore, vicesindaco e leader incontrastato nel carroccio comasco, ha le idee molto chiare a proposito di sicurezza e immigrazione in città.

La delega in materia non è sua, già. Però è gestita da Elena Negretti, amica, sorella, sodale, politicamente gemella nell’esecutivo Landriscina. Le due zarine sono l’incarnato del potere cernezziano, non è un mistero.

Lunedì scorso a Como il vicepremier Matteo Salvini (come rivelato, con video, da ComoZero.it) è stato cristallino: “Il mio sogno è andare in via Milano (alta, Ndr) passeggiando in Italia. Ci stiamo lavorando”.
Per il ministro dell’Interno dunque la zona sarebbe una sorta di enclave multietnica sganciata dalla città, un’ambasciata aggregata di molti Paesi e, sicuramente, non del Bel Paese.

Dunque è bene capire cosa si annidi dietro quel criptico “Ci stiamo lavorando”.

Locatelli risponde. “Stiamo operando su via Milano alta e San Rocco da tempo, siamo intervenuti facendo spegnere il Wi-Fi di notte a un locale per evitare assembramenti, approfondiamo tutte le segnalazioni dei cittadini e teniamo sotto osservazione costante tutte le situazioni di rischio anche legate a esercizi commerciali”.

Questa la premessa, nessun inedito. Poi, come fosse nulla, la bomba: “Ci sono contesti abitativi che appaiono chiaramente degradati. Nelle mie intenzioni voglio assegnare alcuni appartamenti comunali alle forze dell’ordine perché li utilizzino come alloggi. Sarebbero un ottimo deterrente. E’ una novità prevista dal nuovo Regolamento regionale ed è un’ottima occasione per sperimentare. Funzionasse la applicheremo anche in altre zone della città”.

Una cosetta così.
Il punto è che nel corso degli anni l’intera zona è andata a svalutarsi, un tempo fiorente è stata abbandonata dai comaschi e sono arrivate attività non italiane, non legate al territorio.

Attività regolari però. Sono imprenditori, non abusivi.
Sicuramente, ma nel corso degli anni molti negozi si sono svuotati senza riempirsi, la vicinanza del Centro Migranti, di una mensa diurna e di uno stabile per richiedenti asilo hanno contribuito a un ulteriore abbandono e degrado.

Sta ponendo un problema etnico, onorevole?
No, c’è un problema di zona abbandonata e degradata, ripeto. Riceviamo molte segnalazioni.

Como passanti in via Milano alta ph: Carlo Pozzoni

Ma non ripetete che i flussi sono diminuiti?
Da quando è cambiato il Governo gli strumenti a disposizione sono migliorati. I flussi sono calati drasticamente e il lavoro interforze in città ha portato ottimi risultati. Facciamo cose che parevano impossibili un anno fa. Resta ancora da fare, ovviamente.

Quindi alloggi alle forze dell’ordine.
Per la sicurezza. Poi un parcheggio in Ticosa renderebbe la zona più accessibile e appetibile. E’ il momento di intervenire.

Sa di militarizzazione.
Su uno stabile di tipo 50 o 60 alloggi assegnarne tre o quattro alle forze dell’ordine mi pare anche poco.

L’articolo che avete appena letto è stato pubblicato su ComoZero settimanale, in distribuzione ogni venerdì e sabato in tutta la città: qui la mappa dei totem.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Potrebbe interessarti:

Videolab
Turismo