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Politica

Sicurezza. Cenetiempo il grande indagatore ma Anzaldo scansa: “Dai Enrico, devo pensarci”

Si gioca sul filo della sicurezza la prossima grande partita del Cernezzi. Quella commissione che già lo scorso maggio – quando ne anticipammo la proposta: lo sgambetto gentile – sembrava più un cavallo di Troia che una semplice iniziativa (al netto delle sicuramente genuine intenzioni del proponente, Sergio De Santis, Fratelli d’Italia).

La crisi dei giorni scorsi non è conclusa, piuttosto è stata mezzo ibernata dopo una serie di microaccordi. Franco Pettignano resta assessore, di casacca fratella, Forza Italia non torna in giunta (per ora), andare a elezioni ormai pare più un suicidio collettivo che una possibilità (sono scaduti i termini per agganciarsi alle europee, e si rischia solo un lunghissimo commissariamento).

Nel giugno scorso De Santis aveva ottenuto l’appoggio delle opposizioni (Rapinese escluso) e di Forza Italia. Obiettivo la costituzione dell’organismo (Speciale per cui a tempo) perché si occupasse dei temi relativi alla Sicurezza. Firme in calce e inserimento nel dibattito consiliare.
Ipotesi maldigerita sia dal vicesindaco e deputato Alessandra Locatelli (il tema è cardine per il carroccio) che dall’assessore Elena Negretti che detiene le deleghe sull’argomento.

Poi, si è detto la crisi, gli accordi. Fratelli d’Italia ha accettato una soluzione diplomatica: nessun nuovo organismo ma ampliamento delle competenze della commissione I che, dopo una modifica del Regolamento Comunale, potrà occuparsi di Sicurezza (soluzione che avevamo ampiamente anticipato qui).

Soluzione che pare accontentare tutti (o quasi) e certamente il leader dei Fratelli a Como, Alessio Butti. “Politicamente, l’accordo è stato preso in pochissimo tempo – ha spiegato Butti qualche giorno fa (qui)– Abbiamo ribadito la nostra posizione che puntava sui contenuti, non sulla forma e tantomeno sulla ricerca di poltrone. A Fratelli d’Italia interessa che in Comune si parli di sicurezza, di legalità e di lotta alle mafie. Questo accadrà nell’ambito di una commissione già esistente, va bene così”.

Domani si vota. E nonostante i cerotti e le suture la maggioranza si trova di nuovo a rischio. Civica e Lega si schiereranno contro. I Fratelli, non certo senza imbarazzo (soprattutto di De Santis) dovrebbero astenersi.

Forza Italia, firmataria della proposta di Delibera (all’epoca con l’ex capogruppo Tony Tufano che poi ha ritirato la firma) dovrebbe votare a favore, “abbiamo appoggiato De Santis – hanno spiegato i berlusconiani – è naturale essere coerenti” (e ben consapevoli del significato del voto).

Sicuramente a favore Dem, Civitas, Svolta Civica e 5stelle.

Ago della bilancia dunque la lista Rapinese Sindaco. Fulvio Anzaldo, contattato spiega: “Non c’è una decisione già presa, né pro né contro. Come avevo anche detto a De Santis ai tempi, decideremo all’esito del dibattito consiliare, come è giusto che sia”. Molto si può dire dei rapinesiani ma non che non siano geneticamente ostili a tecniche, tattiche e strategie da sottobanco politico.

Ada Mantovani

Detto questo il gruppo è ben consapevole che un voto a favore della Commissione significherebbe una nuova, durissima spallata a Landriscina.

I conti son fatti, la sensazione (salvo nuove intese nelle prossime 24 ore) è che l’organismo abbia buone possibilità di essere approvato.

Ieri intanto un incrocio del tutto casuale tra il capogruppo azzurro Enrico Cenetiempo e Anzaldo. Una piccola danza quella del decano d’aula che con garbo si è interessato, ha chiesto, fiutato l’aria intorno al guardingo fedelissimo di Rapinese.
“Cosa farete?”. “Ascoltiamo e decidiamo”. “Quindi non lo sapete ancora?”. “No”. “Quando deciderete?”. “Alla fine del dibattito”, Quindi aspettiamo domani”, “Sì”. Un dialogo così, protratto, circolare, per un paio di sigarette. Poi un cordiale, reciproco, saluto.

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