Il nuovo regolamento degli asili nido comunali di Como è stato approvato ieri notte in consiglio comunale. La serie di modifiche ai punteggi per l’accesso al servizio, l’eliminazione della certezza dell’apertura delle strutture per il mese di luglio a partire dal 2024 (la decisione sarà presa dalla giunta di volta in volta) e il famoso punto sulle multe ai genitori in ritardo per 4 volte in un mese sono dunque effettivi.
Ma al termine di una discussione dove come al solito sindaco, giunta e maggioranza hanno eretto un muro assoluto davanti a qualsiasi proposta delle opposizioni, si è anche consumato un siparietto finale.
Al momento dell votazione conclusiva – tutta la lista Rapinese Sindaco favorevole, tutte contrarie le minoranze – per un evidente mero errore, la consigliera del Pd Patrizia Lissi, peraltro una delle più combattive contro alcune modifiche introdotte dall’esecutivo, ha schiacciato per sbaglio il tasto favorevole alla delibera. Chiaramente, non una volontà politica. Il che ha dunque portato a 21 i voti favorevoli (uno in più di quelli a disposizione della lista Rapinese Sindaco) e conseguentemente ha fatto scendere di uno il gruppo dei contrari, nove e non dieci.

Ma poi, al netto che, effettivamente, una volta acquisita la votazione e proclamata chiusa la procedura dal presidente del consiglio comunale, quei numeri rimangono, il filmato della seduta fa sentire Lissi ammettere l’errore e chiedere se fosse possibile una correzione e se l’errore figurasse poi nel resoconto ufficiale (cosa che alla fine è inevitabilmente stata).
A rubare la scena, però, è stata la scenetta tra il sindaco Alessandro Rapinese e il presidente del consiglio comunale Anzaldo.
Il primo cittadino, infatti – mentre Lissi ammetteva l’errore chiedendo ad Anzaldo la possibilità di rettificare l’esito – ha iniziato a suggerire con forza ad Anzaldo, fuori microfono, di andare avanti senza prendere in considerazione nessuna ipotesi di correzione: “Ormai quando hai votato hai votato – bisbiglia il sindaco verso Anzaldo – Lissi non può cambiarlo eh, il momento del voto è chiuso”. E ancora, come a voler evitare ogni ipotesi di intervento correttivo di Anzaldo, Rapinese insiste a mezza voce, sempre fuori microfono ma ben udibile, suggerendo insistentemente cosa fare al presidente dell’aula; “No, non si può, no, no”. E Anzaldo di rimando: “No, mi spiace”, rivolto a Lissi. Infine, alla richiesta di Lissi se il tutto sarebbe stato messo a verbale, sempre Rapinese fuori microfono – dopo aver insisto su “procedere, procedere, procedere” sempre bisbigliando ad Anzaldo – dice “Veda un po’ lei” e infine ridendo: “Grazie Lissi”.