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Politica

VIDEO Molinari: “Né radical chic, né scemi”. Minghetti alza i toni: “Voto decisivo per il destino di Como”

Si avvicina ogni giorno di più il voto per il prossimo sindaco di Como e si scalda il clima tra le opposte fazioni. Ieri è stato il momento dello scontro politico a distanza tra le due maggiori coalizioni.

Il centrosinistra si è radunato con Barbara Minghetti allo Yacht Club per l’incontro con Corrado Passera (fondatore e CEO Illimity), Giuseppe Guzzetti (già presidente fondazione Cariplo), Marco Zalamena (Head of Hospitality, EY Italia), Anita Longo (Direttore IATH Academy- Fondazione ITS), Paolo De Santis (imprenditore) e Mattia Palazzi (Sindaco di Mantova).

Dal canto suo, il centrodestra è sceso in piazza a pochi metri per contestare l’evento degli sfidanti.

L’evento, come noto, è finito tra gli strali dell’ex presidente di Fondazione Cariplo, Giuseppe Guzzetti, che ha bollato il flash mob del centrodestra come “quelli che stanno facendo gli scemi a pochi metri di distanza da noi”, nel video qui sotto.

E dunque, in questo clima “frizzante”, persino Minghetti, che ieri al convegno aveva definito “pretestuose” le critiche ai suoi incontri come quelli “dei banchieri e dei poteri forti”, ha pigiato un pochino sull’acceleratore.

“Como oggi è una città ferma, che per 5 anni ha scelto di mettere in pausa le proprie ambizioni di crescita – l’incipit del suo commento – È giunto il momento di rimettere sui binari giusti la nostra città, binari di sviluppo serio, concreto, lungimirante, coinvolgendo tutti i settori economico-produttivi. Solo così si potrà ripartire, rendendo di nuovo attrattiva la nostra comunità, sia per chi la abita sia per chi la visita”.

Poi un passaggio che mette peso alla sfida elettorale per il futuro stesso della città: “Siamo quasi alle soglie di un voto decisivo per il destino della nostra Como. Noi siamo in campo per voltare pagina, insieme a tutte e tutti quelli che vorranno darci una mano in questo viaggio”.

Oggi arriva – più stringata ma non meno secca – la replica social del coordinatore provinciale di Fratelli d’Italia, Stefano Molinari, il partito che forse più di tutti quelli della coalizione che sostiene Giordano Molteni si è buttato nella mischia della campagna elettorale.

Dopo i manifestini dai toni veramente forti sui due eventi organizzati da Minghetti allo Yacht Club (qui sotto), ne arriva uno nuovo.

Quello sfoderato stamattina è più soft, ma il concetto è lo stesso: coalizione Minghetti radical-chic, centrodestra popolare.

Ma non basta, perché in relazione alla frase pronunciata da Guzzetti, Molinari si è tolto un sassolino dalla scarpa nel post su facebook. A corredo del “noi non siamo radical chic”, il coordinatore di Fdi chiuse così: “E neppure scemi”.

Insomma, battaglia senza esclusione di colpi quando alle elezioni mancano ancora tre settimane.

6 Commenti

  1. IL VOTO E I V (U) OTI A PERDERE

    Sarà molto difficile che, tra i candidati a sindaco, Adduci, Matrale e Graziani, possano oltrepassare la soglia di sbarramento che vige nelle amministrative. Votarli è giocare d’azzardo, e, in pratica, buttare il voto.
    Il loro compito, nel gioco elettorale, è quello di fare da calamite per dirottare e assorbire quanti più voti marginali possibili, per Adduci dalla sinistra, per Graziani dal centro, per Matrale tra i fondamentalisti, che, ahimé, non mancano mai.
    Il candidato Aleotti, quello dell’ultimo giorno, sembra giocarsi invece il tutto per tutto, con un windsurf elettorale dalla doppia faccia, civico ma anche evocativamente politico, e quindi, alla conta dei consensi, buono per gli usi futuri più vari: dalla sua ha il 5% che l’M5S prese nel 2017. Riuscirà a bissare, con questa formula mista, almeno il precedente risultato? Staremo a vedere, ma sembra improbabile anche a lui, dato che ha cercato di mettere il turbo alla lista cavalcando il malcontento sull’inceneritore.
    Esaminati questi quattro talenti, rimane la candidata Bartolich, che ha scelto, con commendevole spirito di servizio, di fare la vestale spingi-lista per Magatti. Il professore infatti da tempo vede un grande futuro per le liste civiche e nutre anche una certo scontento per i candidati civici meno culturalmente attrezzati, ma veraci e capaci di convincere piú dei suoi soporiferi discorsi sociologici. È sicuramente la Bartolich, TRA I CINQUE CANDIDATI ASSOLUTAMENTI PERDENTI NELLA CANDIDATURA A SINDACO, quello destinato a fruttare il tesoretto maggiore di voti, che Civitas, dopo l’accorto investimento elettorale, incasserà con gratitudine.

    Bene, eccoci arrivati ai candidati veri, quelli con almeno una “chance” per la finale.
    Molteni è il candidato sacrificale, se arriva al ballottaggio è già una sorpresa, se vincesse 
    si griderebbe al miracolo. Se invece, come qualcuno anche nella sua famiglia politica si aspetta, perderà, l’ha già messo in bilancio ed è quindi preparato ad incassare: insomma, grazie all’ormai mitico Landriscina, il candidato giusto per la bocciatura probabile.
    Quindi alla chiusura dei seggi il testa a testa più realistico sembra che possa riguardare i due candidati rimasti, Rapinese e Minghetti:
    una civica da sempre antipartiti opposta ad una coalizione in cui tra lista civica e partiti una quadra per correre insieme, senza scannarsi ad ogni tornante, si è riusciti finalmente a trovarla.

    Auguriamoci quindi che vinca la soluzione politica più fruttuosa per Como e per i suoi cittadini, forse sin qui già fin troppo pazienti!

    1. La sfera di cristallo di Plinio , vero mentore della lista Minghetti ,le sue profezie ed indicazioni che risalgono all’epoca pre-romanica sono indice di scarsa conoscenza del valore democratico del voto . Non penso che gli elettori di Graziani e degli altri citati si possano sentire rappresentati dalle sue mirabolanti elucubrazioni . Per sua buona pace i sondaggi prevedono il superamento di gran lunga della soglia di sbarramento , se ne faccia una ragione .

      1. Le previsioni sono materia ben diversa dalle divinazioni… Se lei è rimasto alle magiche “sfere di cristallo” non è colpa mia.

        Comunque, i precedenti fatti sono questi. Nell’anno di (dis)grazia del 2017, ci provò Francesco Scopelliti a farsi re di Como, impegnandosi nell’agone con ben due liste civiche, ma raccattò soltanto la mirabolante cifra di 421 voti!
        IN ALTRE PAROLE, A F F O N D Ò, e… voti buttati.

        Ci provò anche Celeste Rossi a farsi regina dei comaschi, ma con la sua civica incassò la prodigiosa cifra 988 voti!
        IN ALTRE PAROLE, A F F O N D Ò, e… voti dispersi.

        Ecco, mi sento di ripetere con franchezza a tutti gli elettori:
        chiunque voglia democraticamente tentare la sorte elettorale principiando con una sua lista o partito, che si allei con qualche forza davvero trainante, e la faccia finita di andare ai talk show, di tenere comizi in piazza o rilasciare comunicati stampa, come se avesse davvero qualche realistica possibilità di sedere al primo scranno di palazzo Cernezzi. Sarebbe più serio che proclamasse: “voglio una poltroncina in consiglio, tutto qui, poi si vedrà”. Così facendo, ci annoierebbe di meno ed eviterebbe di esibirci, fingendo serietà e vero civico interesse, la propria faccia di bronzo.

        Infatti anche la logica democratica è materia ben diversa dalla demagogia dei politicanti…

  2. Non deve prendersela. Nessuno ha dato del radical chic a lui e al suo gruppo, qualcuno, e che Qualcuno, li ha presi per degli scemi. Nulla di ché, piuttosto che radical chic?!? Quello che invece al Segretario è sfuggito che il giudizio politico che questo Qualcuno ha dato, insieme a tanti piccoli qualcuno, pesa come una pietra. L’attuale Amministrazione di centrodestra è la “peggiore di sempre”. Questa Amministrazione ha avuto tra i suoi principali azionisti Fratelli d’Italia che ha messo in campo due Assessori, uno bravino l’altro imbarazzante, e dai 4 ai 7 Consiglieri di maggioranza. Ha portato in dote alla burocrazia e alle partecipate diversi Consiglieri di Amministrazione e tanti piccoli altri incarichi. Insomma, ha governato e ha contribuito attivamente alla “peggior Amministrazione di sempre”. Su questo non ci si può offendere. È la pura verità indipendentemente dal Qualcuno che lo pensi.

  3. Vogliamo altri 5 anni di niente. Non lo hanno voluto nemmeno loro come candidato sindaco. Sono tutti ricandidati, quindi meritevoli di continuare. Ai Comaschi la possibilità di giudicare.Oppure volete 5 anni di pianto e stridore di denti con AR? Mediate.

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