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Villa Erba, svolta clamorosa: il Comune di Como ritira la delibera, stop ai privati

Clamorosa svolta sul caso Villa Erba: il Comune di Como non discuterà la prossima settimana la delibera sulla modifica dello statuto che avrebbe aperto le porte a un nuovo socio industriale privato portando i soci pubblici sotto il 50% per la prima volta nella storia.

Un colpo di scena davvero inaspettato che per ora è ancora ufficioso ma che dovrebbe essere annunciato in via formale dall’assessore leghista alle Società partecipate, Adriano Caldara, lunedì prossimo in apertura di consiglio comunale.

Franco Brenna con l’assessore alle partecipate Adriano Caldara

Ma al di là del terremoto politico che con le dimissioni dell’assessore Roberta Tramelloni ha appena scosso il Comune di Cernobbio, cioè uno dei 4 soci pubblici di maggioranza con Palazzo Cernezzi, la Provincia e la Camera di Commercio, cosa ha fatto precipitare la situazione anche in città?

Le ricostruzioni – irrintracciabile Caldara per tutta la giornata – sono ancora parziali, ma due dovrebbero essere i motivi fondamentali: da un lato la nettissima contrarietà di Fratelli d’Italia alle modalità individuate dal cda di Villa Erba per arrivare alla modifica dello statuto (qui un’eloquente intervista del segretario provinciale Stefano Molinari); dall’altro l’esito ben poco tranquillizzante della Commissione ad hoc svolta ieri alla presenza dei vertici della società di gestione di Villa Erba.

Ventiquattrore fa, infatti, soltanto i due consiglieri leghisti – Giampiero Ajani e Ivan Noseda – votarono a favore della modifica allo statuto, mentre l’esponente di FdI Sergio De Santis si è astenuto, Forza Italia era del tutto assente e persino il Pd Stefano Fanetti si è astenuto. Pesantissime, poi, le critiche al progetto da parte del consigliere Alessandro Rapinese (qui il resoconto).

Nuvole nere nella prospettiva di un arrivo in consiglio la prossima settimana della delibera vera e propria: il rischio altissimo di un’altra astensione dei 4 consiglieri di Fratelli d’Italia, se non addirittura di un voto contrario, ha evidentemente suggerito a sindaco e assessore di rinviare tutto a data da destinarsi. Quasi certamente, ben dopo l’estate.

Per ora, quindi, si blocca il processo avviato nelle scorse settimane e che ha già incassato i sì definitivi di Provincia e Camera di Commercio, in attesa di quello di Cernobbio.

In teoria, per il prossimo 26 luglio era già convocata l’assemblea dei soci di Villa Erba che – contando sull’ok dei 4 pubblici – avrebbe dovuto materialmente avviare il processo per l’ingresso del nuovo socio privato e per la discesa sotto il 50% dei pubblici. Se si terrà comunque o meno la riunione per ora non è chiaro, ma di sicuro l’iter non partirà.

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4 Commenti

  1. Per meglio capire cosa sta accadendo sarebbe bello se fossero resi pubblici i dettagli dell’operazione, mi pare di scorgere in questi giorni un po’ troppe pressioni “esterne” nei confronti di qualche pubblico amministratore, la vicenda Acsm insegna.

  2. La situazione di Villa Erba rappresenta bene la condizione della politica e della economia comasca.
    Ora, o la politica e l’economia comasca hanno un’idea e magari un progetto sul futuro del fu polo espositivo e del lago, oppure sarebbe meglio lasciare campo e spazio ai privati, mantenendo ovviamente la proprietà pubblica.
    Non sono uno di quelli che ritiene il privato meglio del pubblico a prescindere.
    Si tratta però di avere una visione di gestione che possa essere sostenibile.
    Tutto il resto è noia (cit)

  3. Non bastano 3 soci su 4 che approvano, anche considerando che il Comune di Como ha una quota inferiore al 10%?

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