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Non sbottonarti troppo online: le informazioni personali che ti mettono a rischio

Prova a pensarci: quante volte al giorno pubblichi una storia con la posizione esatta o annunci al mondo intero “domani parto per un weekend di mare a X”?
Sembrano cose normali, di quelle che condividi con gli amici. Invece quei dettagli diventano munizioni per chi sa come usarli. Prendendo in prestito dall’inglese, si parla di “oversharing”, ovvero la condivisione eccessiva della propria vita reale sul mondo digitale.
Anche in Italia, questo è uno dei canali principali che alimenta furti di identità, truffe e attacchi mirati. E i numeri del 2025-2026 lo confermano senza pietà.

Le informazioni che finiscono troppo spesso online

Molti di noi condividono, quasi senza accorgersene, dati sensibili su Instagram, Facebook, TikTok o WhatsApp. Parliamo di geolocalizzazione (check-in, storie con mappa), programmi di viaggio (“parto domani per Roma, per vedere i monumenti X, Y e Z”), contatti (numero di telefono in bio o storie) e routine quotidiana (foto del caffè al bar di sempre, orario della palestra, percorso della corsa).

Secondo i dati We Are Social Digital 2025, nel nostro Paese ci sono circa 42,2 milioni di utenti attivi sui social, pari al 71% della popolazione, che passano in media 1 ora e 48 minuti al giorno sulle piattaforme. Queste briciole virtuali che lasciamo lungo il cammino sembrano del tutto innocue ma possono creare un profilo dettagliatissimo di abitudini, spostamenti e relazioni.

In che modo i cybercriminali approfittano dei tuoi post

I dati che pubblichi sui tuoi profili social non restano lì. I malintenzionati li raccolgono per pianificare attacchi personalizzati. Conoscendo la tua routine, possono sapere quando sei fuori casa e inviarti SMS “dalla scuola di tuo figlio” o “dal tuo collega di lavoro”, scritti in un italiano perfetto e convincente.

I programmi di viaggio diventano occasione per furti in appartamento o stalking. I contatti e le foto servono per furto di identità: deepfake, frodi sintetiche, richieste di soldi o accesso a conti. L’Osservatorio Cyber CRIF 2025 registra un +5,8% di dati esposti sul dark web rispetto al 2024, con oltre 2,2 milioni di alert. L’Italia è sesta al mondo per email compromesse.

Phishing e social engineering stanno esplodendo proprio grazie a queste informazioni: un post con indirizzo o numero di telefono vale oro per un’organizzazione cybercriminale.

I numeri che fanno riflettere

Nel 2025 l’Italia ha registrato 507 incidenti cyber gravi, il 42% in più del 2024 e il 9,6% di tutti gli attacchi mondiali. Circa 10 milioni di italiani hanno subito violazioni digitali, personalmente o in famiglia. Il furto di identità è il rischio percepito più grave dal 58% delle persone. E chi usa i social con frequenza medio-alta è esposto nel 36% dei casi.

Cosa sarebbe meglio non condividere (e perché)

Regola semplice: se non è assolutamente necessario, non postarlo. Non rivelare il tuo indirizzo in formato parziale o completo, e cerca di fare lo stesso anche con numero di telefono e indirizzo email principale. Niente foto di documenti o carte d’identità.

Evita anche di condividere la tua routine quotidiana: il “buongiorno dal solito bar” dice troppo. E soprattutto, attenzione allo sharenting: foto di figli con scuola o uniforme sono un regalo per i predatori.

Il Garante della Privacy, nel vademecum Social Privacy 2025, ricorda proprio di ragionare prima di pubblicare: chiediti se tra cinque anni vorresti ancora che quell’informazione fosse lì.

Gestire le impostazioni sulla privacy: piccole accortezze che cambiano tutto

Oltre a limitare le informazioni in uscita, dovresti rendere privato il tuo profilo o limitare in altro modo i “follower”. Disattiva la geolocalizzazione automatica per storie e post. Revoca i permessi di posizione e contatti nelle app. Usa solo i dati obbligatori: il 55% degli italiani lo fa già e riduce i rischi. Attiva la verifica in due passaggi, se possibile. E aggiorna sempre app e sistema.

Le VPN e la protezione dal tracking

Oltre alle contromisure elencate finora, c’è un altro strumento di difesa: la VPN. Una buona rete privata virtuale maschera il tuo indirizzo IP, nasconde i dati in download e upload, e impedisce a provider, siti e tracker di seguire i tuoi movimenti online. È particolarmente utile su Wi-Fi pubblici, quando posti dalle vacanze o dal bar, perché riduce il rischio di intercettazioni e profilazione pubblicitaria. Tra le migliori VPN online puoi trovare anche soluzioni in grado di bloccare le pubblicità online e di ridurre l’impatto del throttling (che potrebbe influenzare la velocità in download).

Alla luce di questo articolo, dovrebbero essere chiari i rischi dell’oversharing. Con un pizzico di attenzione e buone abitudini (meno post impulsivi, configurazioni che tutelino la privacy e una VPN affidabile) puoi proteggere il tuo mondo digitale e quello di chi ti sta intorno.

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