Facebook
Twitter
Pubbliredazionale, Sanità

“Tumore dello stomaco, una delle poche occasioni in cui la medicina può arrivare prima della malattia”

Ogni anno in Italia oltre 14.000 cittadini ricevono una diagnosi di tumore dello stomaco. Nonostante siamo tra i Paesi europei con i migliori risultati in termini di sopravvivenza, quello gastrico continua a generare migliaia di ricoveri, interventi chirurgici complessi, trattamenti oncologici e costi sanitari rilevanti. Eppure, quando si parla di prevenzione oncologica, questo tumore sembra quasi scomparire dai radar.

Una contraddizione da cui è nata la riflessione al centro dell’incontro organizzato dal chirurgo oncologo Alberto Vannelli con il patrocinio di Erone onlus e Regione Lombardia che si è svolto a Como il 17 giugno, riunendo specialisti, ricercatori, medici di medicina generale, rappresentanti delle istituzioni ed esperti di nuove tecnologie diagnostiche.
Le campagne di screening rappresentano la più grande conquista dello stato sociale al pari di acqua potabile e istruzione pubblica; l’opinione pubblica riconosce mammografia, Pap test e ricerca del sangue occulto nelle feci come strumenti che hanno cambiato la storia naturale di importanti patologie oncologiche. Esiste però una domanda che raramente entra nel dibattito: cosa sappiamo dell’Helicobacter pylori? Si stima che oltre il 25% degli italiani conviva con questo batterio. È riconosciuto dall’Organizzazione Mondiale della Sanità come cancerogeno certo per l’uomo: in oltre il 20% dei casi favorisce l’evoluzione in lesioni pre tumorali. Si stima che solo una percentuale compresa tra l’1% e il 5% svilupperà un cancro nell’arco di 10-20 anni, e questo giustifica la necessità di sorveglianza.

La prevenzione – racconta Vannelli con oltre 10 anni di esperienza all’Istituto Nazionale dei Tumori di Milano – non sostituisce le terapie, ma consentirebbe di ridurre il numero dei cittadini che arrivano a sviluppare il tumore. Nel caso dello stomaco disponiamo di un fattore di rischio identificabile: l’Helicobacter pylori, responsabile di oltre l’80% dei casi di carcinoma gastrico, di strumenti diagnostici in grado di riconoscerlo e di terapie efficaci per eradicarlo. È stato ampiamente dimostrato che l’eradicazione del batterio riduca l’incidenza del cancro gastrico fino al 46% e la mortalità correlata del 39%. Eppure continuiamo a intercettare il problema prevalentemente quando il paziente sviluppa sintomi o quando la malattia è già presente. Secondo una recente analisi italiana, solo nel 20% dei casi la diagnosi permette una cura con possibilità di guarigione. Questo si riversa sui costi sanitari, stimati in circa 12.800 euro per paziente per una malattia localizzata, 18.500 euro per quella localmente avanzata e oltre 15.000 euro per i cittadini con malattia metastatica. Oltre l’88% della spesa risulta legato ai ricoveri ospedalieri. Si tratta purtroppo di dati raccolti prima della diffusione delle più recenti terapie innovative, come l’immunoterapia e i nuovi farmaci a bersaglio molecolare. È quindi verosimile che il costo reale della gestione del tumore gastrico sia oggi ancora più elevato. A questo si aggiungano i costi del follow-up, delle recidive, delle complicanze nutrizionali, della perdita di produttività lavorativa, dell’invalidità e del ruolo spesso invisibile ma fondamentale dei caregiver.

Oggi il cittadino scopre spesso di essere portatore di Helicobacter pylori in modo casuale: dopo una gastroscopia eseguita per disturbi digestivi, durante accertamenti per altre patologie o in seguito a una valutazione specialistica. La partecipazione dell’Assessore all’Università, Ricerca e Innovazione di Regione Lombardia Alessandro Fermi ha evidenziato il ruolo strategico che la ricerca può avere nella costruzione di nuovi modelli di salute pubblica. Accanto alla ricerca clinica, il convegno ha acceso i riflettori anche sulle nuove tecnologie applicate alla prevenzione. Su questo tema l’intervento di Raffaele Correale, Managing Director di NanoTech Analysis, ha presentato Helitron: un innovativo spettrometro di massa miniaturizzato per il breath test possibile grazie alla tecnologia brevettata e prodotta in Italia. La prevenzione del futuro non potrà basarsi esclusivamente su esami invasivi. L’obiettivo della ricerca è sviluppare strumenti capaci di identificare segnali biologici precoci attraverso procedure semplici, rapide e accessibili. L’analisi dell’aria espirata rappresenta il campo più promettente perché potrebbe consentire di individuare alterazioni correlate alle patologie gastriche prima della comparsa dei sintomi e orientare in modo più appropriato gli approfondimenti diagnostici. Secondo Correale, il vero salto di qualità sarà trasformare l’innovazione tecnologica in uno strumento di salute pubblica, capace di portare la prevenzione fuori dagli ospedali e più vicino ai cittadini.

Non esistono soluzioni semplici, non esistono scorciatoie, ma esiste la possibilità di iniziare una riflessione nuova. Forse è arrivato il momento di uno screening del tumore gastrico, uscendo dalla condizione di orfano della prevenzione oncologica. Non tutti i tumori possono essere prevenuti. Non tutti i tumori hanno un fattore causale identificabile. Non tutti i tumori ci offrono la possibilità di intervenire prima che compaiano. Il tumore dello stomaco appartiene a quella rara categoria di malattie per cui conosciamo il nemico, sappiamo come riconoscerlo e disponiamo degli strumenti per contrastarlo. Continuare a considerarlo una patologia marginale significa rinunciare a una delle poche occasioni in cui la medicina può arrivare prima del tumore. Perché la medicina – conclude Vannelli Presidente di Erone onlus – dà il meglio di sé non quando riesce a curare una malattia, ma quando riesce a renderla evitabile.

TAG ARTICOLO:

Potrebbe interessarti: