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Punti di vista

Como, c’è dibattito oltre i silenzi del Pd. E il renziano Gaffuri plaude a Bartolich: “Sì, basta candidati improvvisati e inesperti”

Poi accade che nei giorni teoricamente più tranquilli e riflessivi come quelli di questo piovoso ponte festivo in corso, la politica comasca – a dire il vero la politica comasca di centrosinistra – emani scosse e scossette di assestamento tutt’altro che trascurabili.

Accade persino, e questo davvero non era scontato, che almeno su un paio di cardini per la scelta del candidato sindaco, si trovino d’accordo Adria Bartolich (interessata in prima persona) e il renziano per vocazione Alberto Gaffuri, coordinatore provinciale di Italia Viva sul Lario e artefice dell’ormai celebre incontro con Matteo Renzi e Maurizio Traglio di 10 giorni fa.

Como, il pranzo Renzi-Gaffuri per Traglio candidato sindaco bis. E lui: “Sì, mi piacerebbe. Ecco perché”

A stimolare la convergenza – su aspetti limitati, non sulla figura su cui puntare per la corsa elettorale a quanto se ne sappia – tra due figure piuttosto lontane almeno secondo i parametri classici della politica comasca (Bartolich è la possibile candidata sindaca sostenuta soprattutto della sinistra Pd e da quella Civitas che fece fuoco e fiamme contro Traglio nel 2017) è la riflessione dell’ex segretario provinciale della Cisl sulle modalità di scelta dell’aspirante nuova fascia tricolore di Como. Il suo punto di vista, naturalmente immerso in una riflessione più ampia, l’abbiamo sintetizzato nell’articolo qui sotto.

Como, candidato sindaco del csx. Bartolich e quel commento: “Non ho ancora accettato”. Quindi la richiesta è ufficiale

E proprio da qui parte anche la riflessione di Gaffuri, che alleghiamo integralmente. Nasce un possibile punto di incontro tra anime in astratto molto lontane del centrosinistra comasco e con idee sul candidato sindaco tutt’altro che sovrapponibili (Traglio resta il nome di riferimento per Italia Viva e per il raggruppamento Agenda Como 2030)? Non scontato né semplice, in verità. Ma almeno, mentre il Pd è chiuso nel silenzio, altre personalità e sigle del campo regalano qualche sprazzo di dibattito alla sonnolenta Como.

Di seguito, l’intervento di Alberto Gaffuri.

Ancorché non voluto del tutto, “l’effetto farfalla” evidentemente scatenato dal sottoscritto ha fatto emergere quanto a Como i movimenti sotterranei siano ben più attivi di quel che i partiti vogliano lasciar trasparire.

Su una cosa concordo con Adria Bartolich: l’improvvisazione nell’amministrazione della cosa pubblica deve lasciare spazio a una sorta di professionalità della stessa, una semplice riflessione che mette in luce, una volta per tutte, quanto la gestione di un Comune non possa essere approssimata, pena l’immobilismo ben evidente anche a Como. Chi si propone di amministrare, e ancor più la sua squadra, deve conoscere la macchina amministrativa, o quantomeno non percepirla come un avversario, bensì come un valido punto di riferimento da cui partire.

Concordo anche su un altro assunto: non è l’essere giovani, o la mera appartenenza al genere femminile, il presupposto di partenza per ben amministrare; l’amministrazione è fatta di conoscenza delle procedure, rispetto e stima dei propri collaboratori, relazioni territoriali ed extra territoriali, lavoro di squadra con dirigenti, funzionari e dipendenti del municipio, rapporti politici locali, regionali e nazionali.

Questo, per riportare Como e il territorio circostante a guardare al futuro con ottimismo ed entusiasmo, non con la rassegnazione tipica di chi da troppi anni crede non possa esistere una soluzione allo stallo. La buona notizia è che una soluzione c’è.

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