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Benvenuti nel deserto dell’irreale cernezziano. Gaddi: “Anticipo di morte. Aleggia il terrore”

Nel mazzo, grondante abbondanza, delle figure retoriche offerte dagli antichi alla lingua contemporanea, certo l’iperbole è quella che, tanto affettuosamente quanto seriamente, incidiamo a fuoco&coltello sulla fronte di Sergio Gaddi.

Faraonico, monumentale gigione, sesquipedale sornione ex assessore alla Cultura (berlusconiano-talebano-orgoglioso) che in una pervicace (quando non talora traboccante e virulenta) ordalia di sparate Social, spesso sa farsi bene (o quasi-bene o talora male se non malissimo) astuto e sapido osservatore del reale. Ma oggi è in veste di cittadino. IlCittadino.

QUI QUALCHE RACCONTO DEL GADDISMO

Così poche ore fa, complice un fisico vuoto pneumatico (ordinario, casuale?) di persone in transito nei corridoi del potere cittadino (il Comune), Sergio IlSanguinario si è lasciato andare a un’analisi nel puro codex gaddiano (con fotoreportage):

Comune di Como, ore 10. Una volta negli uffici si sentiva il movimento, l’azione, fare e anche sbagliare, ma comunque agire. Le persone esistevano e si muovevano, si sentivano voci, si respirava il senso di una vita normale. Oggi è l’anticipo della morte, il deserto del pensiero. Tutti rintanati e muti, chiusi in loculi manco fossero nella DDR. Aleggia il terrore, ma velato di ridicolo perché rivolto ad amministratori al nulla che in realtà sono figure da avanspettacolo, gente che in un mondo normale non incuterebbe timore nemmeno a una pulce frigida. Eppure questa è la situazione, si coglie allegria e positività come in un bunker dopo un attacco nucleare.

GALLERY-SFOGLIA

Sul passaggio “amministratori al nulla che in realtà sono figure da avanspettacolo”, beh, lasciamo al papà delle Grandi Mostre la piena (sicuramente consapevole, ragionatissima e bilanciata, all’atto del click su Fb) responsabilità di quanto scrive. Sua personalissima visione.

Certo è, però, che il racconto di un ex amministratore (con un’ultradecennale storia nel palazzone) ha una valenza che supera la mera percezione del passante relativamente attento. C’è da pensarci.

Infine, a ben guardare (soprattutto la foto di copertina) ecco, in effetti, c’è una sfumatura kubrickiana da Overlook Hotel.

Solo una sensazione, sia chiaro. Ma precisa.

QUI QUALCHE RACCONTO DEL GADDISMO

 

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