Il nuovo lungolago di Como continua a far discutere sia per ciò che ancora manca (i famosi parapetti, nel balletto tra Comune di Como e Regione Lombardia), sia per ciò che è già stato realizzato (e inaugurato più volte).
In proposito, ospitiamo una riflessione in 3 punti di una lettrice che ha scritto alla mail redazionecomozero@gmail.com, sulla base delle ultime affermazioni del sindaco di Como Alessandro Rapinese sul tema (e partendo dal presupposto che formalmente il lungolago non sembra ancora essere stato ‘consegnato’ alla città di Como).
Riflessioni:
Punto 1 – Sui parapetti
Se il “cantiere” è tutt’ora ancora nelle mani Regione Lombardia è condivisibile che il Sindaco voglia rifiutarsi di ‘sbattersi’ per scegliere cosa mettere e che manufatto realizzare, tra l’altro, per questioni legate alla sicurezza ha ribadito categoricamente che li vuole, ma Sertori ha detto che se ne potrebbe fare a meno! Non sarebbe opportuno un tavolo tecnico (anche per il punto 3)?
Punto 2 – Sulle pompe (in relazione agli allagamenti verificatisi soprattutto nei mesi scorsi in caso di forti piogge, ndr):
Chiedo a voi (che giriamo la domanda al primo cittadino e a Palazzo Lombardia, pur rimandando a quest’ultimo articolo, ndr) cosa è rimasto in sospeso sulle pompe? I cittadini cosa sanno?
Punto 3 – Sull’utilizzo completo del lungolago da parte di persone con disabilità
Avrete ascoltato che Rapinese non tocca nè modifica il progetto per non fare la fine dell’ex sindaco Mario Lucini.
Quindi, in conclusione, quando accadrà la riconsegna alla città del lungolago (mi piacerebbe sapere in quale giorno avverrà) il Sindaco è consapevole che Regione Lombardia ha realizzato una passeggiata ignorando le leggi in vigore che impongono, nella realuzzazione di nuove strutture, l’assenza di barriere architettoniche (come ad esempio igradini davanti all’ ex Ceccato o in zona biglietteria e vicino al locale tecnico).
In più occasioni ho quindi invitato il Sindaco di non ritirare il cantiere affinchè Regione Lombardia lo consegni a norma.
Attualmente la persona con disabilità e coloro che muovono carrozzine/passeggini devono percorrere un tragitto a zig zag dal lungolago alla pista ciclopedonale.
Saluti
Emanuela Capra