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Como, lettera di un maestro: “L’ora di religione è uno spazio inclusivo, non il catechismo di una volta. Offre visioni del mondo”

Riceviamo e pubblichiamo volentieri un contributo al dibattito e al confronto, sempre assai gradito su queste pagine da ormai quasi otto anni. Ci scrive un ‘assiduo lettore’ e docente di religione delle scuole primarie di Como-Albate e Como-Lora-Lipomo, Rocco Martello.

Lo spunto che offre è sul “il ruolo dell’insegnamento della religione cattolica quale ambito di crescita culturale, sviluppo del pensiero critico e dialogo interreligioso e interculturale, distinto dal tradizionale approccio catechistico del passato. Nella realtà scolastica della nostra provincia, caratterizzata da pluralità di presenze, storie e sensibilità, sono del parere che tale disciplina rappresenta un contributo significativo alla formazione integrale degli studenti e alla comprensione delle radici storico-sociali che hanno segnato la vita civile e culturale di Como e del suo territorio. Ritenendo che il tema possa essere di interesse per la comunità locale, per le famiglie e per il mondo scolastico comasco, chiedo cortesemente alla Vostra testata di valutarne la pubblicazione sulle Vostre pagine”. E così ecco quanto scrive:

Lettera aperta alle famiglie, in merito all’iscrizione alla frequenza dell’ora di Religione a scuola

Care famiglie,
tra pochi giorni si apriranno le iscrizioni al nuovo anno scolastico: un tempo di scelte importanti, che fin dalla scuola primaria incidono sul percorso di crescita dei nostri ragazzi. Tra queste scelte vi è anche quella di avvalersi o meno dell’insegnamento della Religione Cattolica.

Desidero condividere alcune riflessioni sul valore educativo di questa disciplina, che oggi non coincide più, come talvolta si pensa, con il “catechismo di una volta”, ma rappresenta uno spazio formativo, culturale e dialogico di grande significato.

L’insegnamento della Religione Cattolica offre agli studenti, fin dai primi anni della primaria, gli strumenti per comprendere le radici storiche, artistiche, etiche e sociali della nostra cultura, profondamente intrecciata con la tradizione cristiana, attraverso racconti, drammatizzazioni, attività pratiche che ricreano i luoghi della Palestina. Saper leggere simboli, opere d’arte, feste e riferimenti biblici significa interpretare con maggiore consapevolezza la nostra storia e la società in cui viviamo.

Questa disciplina contribuisce anche allo sviluppo del pensiero critico: soprattutto nella secondaria di primo grado favorisce il confronto tra visioni del mondo diverse e la riflessione sui grandi interrogativi dell’esistenza — il senso della vita, la dignità della persona, la responsabilità verso gli altri, la cura del creato. Non propone un percorso di adesione di fede, ma un cammino di conoscenza e dialogo, nel rispetto delle convinzioni di ciascuno.

L’IRC oggi è uno spazio aperto e inclusivo, laico nel metodo, che promuove consapevolezza culturale, ascolto reciproco e confronto rispettoso, sostenendo la crescita integrale della persona.

Per queste ragioni, scegliere di avvalersi dell’insegnamento della Religione Cattolica può rappresentare per i ragazzi un’opportunità in più per crescere come cittadini consapevoli, capaci di comprendere le proprie radici e di dialogare con il mondo contemporaneo.

Con senso di corresponsabilità educativa, rivolgo alle famiglie un augurio di serena riflessione in questo tempo di scelte importanti.
Con Stima, Rocco Martello
Docente di religione alla scuola primaria

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