Da un nostro lettore arriva una sorta di (primo) bilancio consuntivo della doppia vicenda che ha interessato via XX Settembre, a due passi dal centro di Como, tra fine 2025 e questa prima metà di 2026: la battaglia tra Comune e residenti sul destino dei ciliegi storici e poi l’arrivo delle strisce blu nella via. Il giudizio non è particolarmente positivo.
Di seguito, la lettera (per scriverci redazionecomozero@gmail.com).
Vi mando le foto di via XX settembre come appare tutte le mattine e tutte le sere e tutte le notti (e non solo oggi per il gran caldo).
Pressoché nessuna auto posteggiata dove prima era sempre pieno. Ovviamente pieno delle auto dei tanto “lamentosi” residenti che adesso saranno andati a metterle chissà dove, aggravando così la loro fatica e il loro tedio quotidiani, piuttosto che pagare un abbonamento di 200 o 300 euro che forse la gente non può neppure permettersi e di sicuro non accetta di essere costretta a sborsare in questa maniera (evidenzio per chi non ha il problema perché ha il garage, beato lui, che cercare un posteggio di sera e soprattutto con queste temperature dopo una giornata di lavoro non è proprio il massimo, ma questo vallo a spiegare a chi di garage e/o posti d’auto ne ha a bizzeffe. Semplicemente incapaci di comprendere).

Segnalo che sempre in via XX Settembre spicca questa natura morta (dove l’unica forma di vita presente è quella di una felce, probabilmente ingolosita dalla marcescenza del suo ospite).

Di fatto dopo il teatrale capriccio per segare via tutto il viale alberato che grazie al cielo esiste ancora così riesce a dare un minimo di refrigerio al quartiere grazie alle sue cime frondose (altro che quei fuscelli striminziti in via Moro) non sono neppure riusciti ad abbattere (e magari anche a procedere ad una nuova piantumazione) le piante morte.
Non capisco come una amministrazione comunale possa rimanere indifferente di fronte a tutto ciò ed anche ai rischi di danni a cose e/o persone che ciò può comportare.
Distinti saluti
Gianni Tanca