Ha fatto molto discutere nei giorni scorsi il ritorno alla carica del sindaco di Como Alessandro Rapinese circa la volontà di ‘annettere’ Cernobbio per dare vita a un unico agglomerato urbano più grande e, nell’ottica del primo cittadino del capoluogo, competitivo con le realtà lombardia sul fronte dell’attrattività, dei servizi, del turismo. A dare ulteriore slancio alle sue mire espansionistice, Rapinese ha anche annunciato di voler presentare una lista con il suo nome alle prossime elezioni a Cernobbio.
Una prospettiva che non è stata affatto gradita dal collega sull’altro fronte, Matteo Monti, che – tra le frasi più ‘carine’ rivolte all’ipotesi – ha parlato di “follia”, augurandosi “che i comaschi siano in grado di scegliere un altro sindaco” per ritornare a lavorare assieme.
In questo quadro, riceviamo e pubblichimo un intervento del consigliere comunale di opposizione proprio a Cernobbio, Ivano Mazza, capogruppo in consiglio della lista comunale “Tu a Cernobbio”.
Di seguito, il testo integrale.
Diciamoci la verità: in questa storia, del destino di Cernobbio, non interessa a nessuno.
Si gioca al (presunto) maschio alfa che conquista la bella di turno. Abbastanza triste.
L’annessione al Capoluogo non ha alcun senso di esistere per Cernobbio, non ne ha nemmeno per Como a parer mio. Se non per fregiarsi di una perla e nascondere sotto al tappeto la polvere del malcontento. Se Cernobbio è tanto necessaria a Como, come mai quello che ci sta in mezzo, Tavernola e Sagnino, non sono così attenzionate?
Magari il Sindaco di Como pensa che Como finisca dopo Villa Olmo e il resto non sia parte nobile?
Una fusione o incorporazione ha una sua logica tra territori affini che si uniscono per condividere le risorse, diminuire le spese e avere una forza di rappresentanza sul territorio maggiore. Serve anche per sanare i bilanci ma nel nostro caso, al netto della mia non condivisione dell’allocazione delle risorse, non ci sono allarmi finanziari all’orizzonte. Per Cernobbio, per Como non so.
Non serve a nulla invece essere inglobati in una realtà più grande che in questo periodo dimostra tutti i suoi limiti.
Comportarsi da conquistatore è quanto meno infimo e creare una lista di conquista pare inopportuno, nei modi e nella sostanza.
Di contro sarebbe buona norma non alzare i toni con chi si dimostra capace solo di sbraitare e così come non è elegante che qualcuno si occupi di “noi” altrettanto inopportuno e suggerire agli elettori di altri comuni chi votare. Ma si sa: chi vive solo di politica vede solo la politica…
Anche perché Cernobbio è, e continua ad essere, un grande palcoscenico che attrae “estranei” ma che è sfuggita di mano ai residenti…
Dovremmo quindi scegliere tra diventare il parco giochi di Como o essere il Comune che offre il proprio territorio agli altri?
Forse dovremmo iniziare ad occuparci delle persone più che dei grandi progetti…
Dovevamo capire che qualcosa stava covando sotto le ceneri con un improvviso buon umore tra i due Sindaci che, storicamente, si odiano a livello personale.
Ma quando la politica diventa qualcosa di personale non può che nascere qualcosa di male.