Un contributo che, in qualche modo, cambia un po’ la prospettiva politica (con annessa discussione accesissima, come noto) sugli asili nido a Como. L’indicazine arriva dall’ex consigliera comunale Pierangela Torresani, eletta con la Lega nel mandato Landriscina ma che poi terminò la consiliatura nel gruppo misto dopo uno strappo con il partito (seconda da destra nella foto).

Ebbene, con una lettera a ComoZero, Torresani ricorda come il progetto di razionalizzazione degli asili nido di Como, con garanzia di mantenimento o ampliamento dei posti anche ricorrendo al privato sovvenzionato, fosse già stato messo nero su bianco nel Documento unico di programmazione (Dup) del 2022-2024. E che, quindi, la scelta portata avanti ora dalla giunta Rapinese sia una sostanziale prosecuzione di quella linea politica, già approvata da giunta e maggioranza di centrodestra (come, da nostra ricerca di redazione, effettivamente alleghiamo qui sotto evidenziato in rosso, mentre qui in formato integrale).

Di seguito, la lettera di Pierangela Torresani, che comunqe – non condividendo quella scelta già allora – invita la giunta Rapinese a fare un passio indietro sulla chiusura delle due strutture in questione ora [invitiamo come sempre amministratori e politici del territorio che volessero inviare opinioni, contributi, lettera a ComoZero a scrivere alla mail redazionecomozero@gmail.com].
Quello che sta avvenendo è la conseguente prosecuzione dei progetti e politiche indicate nei Diritti sociali, politiche sociali e famiglia dell’Amministrazione precedente dove nel Documento Unico di Programmazione – DUP 2022-2024 si parlava di “ … progetto di razionalizzazione/ottimizzazione sia nell’utilizzo delle strutture degli asili nido comunali che nell’organizzazione del personale comunale adibito al servizio”.
Purtroppo le persone hanno poca memoria ma possono ovviare con la richiesta di accesso agli atti per verificare quanto dico.
All’epoca furono presentati degli emendamenti e degli ordini del giorno migliorativi della delibera del 2021 (predisposta dall’Assessorato alle Politiche Educative: “Gestione indiretta Asilo Nido di Lora – Definizione criteri generali e indirizzi per la sua attivazione e il suo controllo”). La maggioranza li ha bocciati tutti: emendamento n 1 della sottoscritta, n. 10 emendamenti del consigliere Rovi di Civitas e n. 3 ordini del giorno presentati dai consiglieri del PD.
Per esempio, con l’emendamento n. 1 chiedevo di inserire nel documento a pag. 5 la clausola sociale (art. 50 D.lgs. 50/2016) al fine di evitare il dumping contrattuale (disparità di trattamento economico) e a pag. 6 con lo scopo di contrastare le dinamiche di concorrenza al ribasso del costo del lavoro e adeguare i livelli di inquadramento contrattuale già in essere presso il Comune di Como per la parte dei servizi all’infanzia a gestione diretta, chiedevo di vincolare il partecipante al bando di gara all’applicazione del CCNL Regioni ed Enti Locali più pertinenti all’oggetto prevalente dell’affidamento. Questi punti dell’emendamento permettevano di dare ad un eventuale Gestore un indirizzo contrattuale per il personale a garanzia e tutela delle professionalità del personale e in risposta alla richiesta di flessibilità operativa dello stesso, con il rispetto dell’applicazione del Contratto Collettivo Nazionale dei dipendenti del comparto degli Enti Locali.
Riporto alcuni risultati: Emendamento n.1 di Torresani: 9 voti favorevoli, 17 voti contrari e 2 astenuti. La Delibera è passata con 17/21 voti di cui 18 favorevoli, 7 contrari e 2 astenuti.
Pochi Consiglieri avevano letto e approfondito il D.Lgs. 65/2017 e pochi avevano approfondito il PNRR ma ancora più grave la maggioranza non potevano accogliere i consigli provenienti dalla minoranza (non ti fai dettare gli indirizzi dalla minoranza) visione super miope. Considerazione personale: prevalgono in primis gli interessi politici e speculativi di partito. Dobbiamo ipotizzare che Chi governa o amministra una Città, Provincia, Regione o Stato interpreta la legge con discrezionalità e secondo i propri opportuni interessi?
Sicuramente il legislatore con il D.Lgs. 65/2017 ha normato l’istituzione del sistema integrato per definire che la gestione dei Servizi educativi degli Enti locali poteva avvenire in forma diretta o indiretta e questo è stato fatto per ovviare a una carenza di offerta dei servizi pubblici territoriali e non è il caso di Como che vantava e vanta di una distribuzione territoriale molto rinomata per qualità, professionalità e competenze.
Quindi: «… il potenziamento delle politiche educative debba essere inquadrato in una governance dove la responsabilità e la regia delle istituzioni pubbliche garantiscano le migliori condizioni e determinano la tenuta del sistema» deve avvenire ma non a discapito del servizio pubblico stesso.
Sicuramente chi dirige attualmente a Como questo settore (assunta in ruolo a tempo indeterminato pochi giorni prima che cessasse amministrazione Landriscina) era già orientata alla gestione e all’incentivazione delle strutture del Terzo Settore (gestione indiretta).
Quindi, l’attacco agli asili nidi pubblici persegue un disegno prestabilito precedentemente e un processo puramente speculativo e chissà quali interessi sottesi e/o agevolazioni di attività rivolte ad Amici degli Amici.
Il vero problema è che non vogliono affrontare le politiche gestionali del personale, delle strutture e altre criticità.
È chiaro anche che sia alquanto difficile tutelare la genitorialità (le varie implicazioni lavorative, sociali, personali, ecc.) ma che società dobbiamo aspettarci? Secondo il buon senso e una equa e buona amministrazione prima si migliorano le strutture che si hanno in gestione e nel caso sia insufficiente si può integrare con una gestione indiretta.
Chiedo al Sindaco di fare una riflessione e un passo indietro e non farsi consigliare da Chi non rispetta i diritti sociali, le politiche sociali e della famiglia.
Indipendente, Pierangela Torresani