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L’addio del Luna Park cacciato da Como dopo 100 anni: “Rapinese ha spento luci e magia, grazie a chi ci ha difesi”

I giostrai le hanno provate tutte, incluse le presenze in consiglio comunale e il corteo con i camion per tutta la città. Ma alla fine il sindaco Alessandro Rapinese – sebbene per ora della nuova cittadella dello sport a Muggiò non vi sia traccia – è stato inflessibile. E così, dopo un secolo, il periodo di Pasqua a Como non vede e naturalmente non vedrà la presenza del Luna Park. Oramai archiviata ogni speranza, dagli organizzatori delle attrazioni arriva oggi una lettera aperta ai comaschi che oscilla tra rammarico, rabbia e malinconico saluto. La pubblichiamo integralmente di seguito.

Cari cittadini e cittadine di Como,
come ormai ampiamente noto, per queste vacanze pasquali non saremo in città a farvi compagnia e ad allietare le vostre feste. Dopo centodue anni il tradizionale Luna Park di Como non potrà essere allestito. Noi resteremo senza lavoro, per la prima volta nella storia, non siamo stati accolti, nonostante le nostre ragioni le ripetute insistenze e le nostre azioni legali.

Siamo estremamente rammaricati per come è andata a finire e sentiamo l’esigenza di far conoscere a voi il nostro stato d’animo. Como è sempre stata per noi una location di prestigio, che leghiamo a ricordi piacevoli e a giornate sempre belle e intense. Tutto questo, nel 2024, ci è stato negato – e vi è stato negato – per precisa, univoca e completa responsabilità del vostro sindaco Alessandro Rapinese.

È stato lui a promettere la nostra “cacciata” da Como lui dice che era nel suo programma elettorale, noi diciamo di no!! è stato lui a mantenere questa parola in maniera tanto assurda quanto inspiegabile. Rapinese ci ha scatenato addosso una tempesta senza precedenti, nonostante tutti i nostri tentativi di dialogo e le numerose e reiterate richieste di apertura e di confronto, al fine di arrivare a una soluzione di compromesso. Non c’è stato nulla da fare e così, con un colpo solo che sa tanto di capriccio, è stata cancellata una storia una tradizione lunga più di un secolo.

Non abbiamo altre parole, ma solo un profondo rammarico. Siamo dispiaciuti di non poter condividere con voi altri momenti di gioia, che la città avrebbe indubbiamente meritato. Al tempo stesso, ci teniamo a ringraziare, di tutto cuore, tutte quelle persone (e non sono poche) che hanno preso parte ai nostri picchetti davanti alla sede del Comune, che hanno battagliato con noi, che ci hanno mostrato solidarietà. Grazie ai consiglieri comunali che si sono interessati alla nostra vicenda, grazie a chi ci ha accolti e ascoltati, grazie a chi ci ha difesi o anche soltanto ha mostrato vicinanza rispetto alla nostra posizione.

Non ci dimenticheremo di questo appoggio e siamo pronti a rivivere altri e ulteriori momenti di emozioni e felicità insieme a voi una volta che la città sarà nuovamente amministrata da persone più aperte, più empatiche e decisamente meno rigide sotto ogni profilo. Restiamo convinti che la decisione del sindaco Rapinese abbia tolto più che dato alla città di Como, perché quando una luce si spegne (e quelle del Luna Park sono parecchie), si spegne un po’ di serenità dentro ognuno di noi, si spengono la magia e la voglia di tornare bambini, si spegne quel senso di umanità che tanto ci è mancato durante la pandemia.

C’è a chi la città piace così. Benissimo. A noi no. E con la consapevolezza che gli amministratori passano, ma l’affetto e le tradizioni rimangono, ci auguriamo – e vi auguriamo – di rivederci e di riabbracciarci presto. Buona Pasqua a tutte e a tutti!

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