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Punti di vista

Como, le risse da saloon tra Lega e Fratelli d’Italia dicono una sola cosa: non hanno il candidato sindaco

Nelle gragnuola di colpi che a Como – come in realtà in tutta Italia – si stanno scambiando Fratelli d’Italia e Lega, con Forza Italia soltanto apparentemente più quieta ma pervasa da nervosisimi vari per la rissa a destra e per la ricerca di una identità/collocazione propria e adeguata, c’è un’unica, solare verità di fondo: i due partiti che, almeno sulla carta, dovrebbero farla padrone nell’alleanza di centrodestra, non hanno ancora un o una candidato/candidata sindaco. Altro di realmente profondo non c’è e in fin dei conti non ci può essere.

Il motivo è semplice: a meno di non voler perdere le elezioni per Palazzo Cernezzi, per il Comune di Erba o addirittura per le Politiche e Regionali del 2023, meloniani e salviniani non possono nemmeno pensare di andare divisi. Le possibilità di una qualsiasi vittoria nelle urne, sia essa locale o nazionale, in caso di reale frattura tra Fratelli d’Italia e Lega, si ridurrebbero automaticamente a zero o poco più.

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Questo ragionamento è particolarmente vero a Como, dove è del tutto presumibile che – dati Swg per La7 di lunedì scorso – il partito di Salvini faccia la consueta fatica a pareggiare la peraltro decrescente percentuale a livello nazionale (17,1%) e ancor più Fratelli d’Italia a valicare il muro del 20%. Dunque, pur senza escludere una rottura clamorosa del centrodestra, poiché in politica a volte può realizzarsi anche l’impensabile, le manganellate che si stanno scambiando le componenti della coalizione che almeno fino a giugno governerà il capoluogo, esprimono poco più che la straordinaria difficoltà ad esprimere uno o più nomi con le carte in regola per diventare sindaco e soprattutto per diventare un (candidato) sindaco condiviso. Perché se è vero che i meloniani a parole continuano a rilanciare il proprio coordinatore provinciale Stefano Molinari e i salviniani, almeno fino a qualche settimana fa, insistevano per il bis dell’uscente Mario Landriscina, altrettanto certo è che questi due nomi, finora, hanno solo approfondito spaccature e divisioni.

Tanto che adesso è diventato addirittura stucchevole, che un giorno sì e uno no i principali esponenti di Fratelli d’Italia e Lega escano allo scoperto con interviste o comunicati in cui si rinfacciano l’un l’altro di non proporre figure all’altezza. L’unico messaggio che filtra dal fiorire di note e uscite polemiche, dando per assodato che oggi non esista un tavolo di centrodestra a fare da camera di compensazione delle tensioni, è la messa in piazza delle reciproche debolezze nel produrre o trovare personalità in grado non solo di mettere d’accordo tutti, ma anche di poter concretamente ambire alla fascia tricolore.

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Questo nervosismo della fragilità, peraltro, diventa ancora più conclamato e grave nel momento in cui il centrosinistra ha già ampiamente innescato Barbara Minghetti, al netto delle microdivisioni sul lato della sinistra radicale, e lo storico e agguerritissimo outsider lontano dagli schieramenti, Alessandro Rapinese, non molla un centimetro ormai da mesi, anzi anni. E la sua capacità di attrazione rispetto a partiti storici litigiosi e poco concludenti è stata già certificata nel 2017 con il 22% abbondante.

E’ una fiction autodistruttiva che può fare molto male al centrodestra comasco (e forse non solo), quella a cui si assiste in queste ore. Anzi, potrebbe portare danni da frustrazione non indifferenti, soprattutto nel momento in cui a un potenziale elettorato vasto come non mai per la destra italiana, i partiti che dovrebbero tradurre le aspettative dei rispettivi sostenitori in proposte politiche, classe dirigente e capacità amministrativa, rispondessero soltanto con risse da saloon e assenza di figure-guida ben riconoscibili.

Un commento

  1. Ciao ? Buon pomeriggio,
    Da analista e osservatore, che coglie segnali, e se ci fosse una sorpresa, una Candidata/Candidato Sindaco molto forte? Ovvio ci vogliono verifiche, vediamo le prossime ore, potrebbero, uso condionale, esserci sorprese. Ma le elezioni del Presidente della Repubblica insegnano, Cent co, cent crap…. diceva il filosofo. Importante escano amministratori di ogni schieramento col Cuore e il Cervello su come migliorare la nostra COMO, con un progetto a lunga scadenza.
    Aspettiamo. Baci e abbracci ???????
    Davide Fent

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