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Quattro anni di grancassa, videoselfie e post: ora (3 giorni dopo) per Rapinese il flop Politeama non esiste

Questa è una storia grande e piccola nello stesso tempo. Ma è emblematica della concezione di trasparenza dell’istituzione pubblica che alberga in questi anni in Comune a Como. E, inutile dirlo, nello specifico nel ‘capo’ pro tempore di quell’amministrazione, cioè il sindaco Alessandro Rapinese.

La vicenda è quella del Politeama, storico teatro e cinema della città, purtroppo in rovina e in cerca di un futuro dalla chiusura definitiva nel 2005.

Molti ricorderanno che sin dai primi vagiti del mandato, il neo-primo cittadino assicurò sull’impegno diretto dell’amministrazione per recuperare il Politeama: “Una parte sarà culturale – disse in Commissione il 4 ottobre 2022 – più uno sviluppo commerciale in una prima fase. Abbiamo contatti avviati, mi piacerebbe anche l’idea di un boutique-cinema cittadino, sala culturale come quelle che già ci sono a Milano”.

Alcuni interventi di messa in sicurezza, negli anni successivi, vennero effettivamente messi in atto e, in parallelo, per un lungo periodo rimase viva l’intenzione di Palazzo Cernezzi di gestirne in proprio il rilancio. Nel frattempo, viene messo a segno un oggettivo bel colpo: l’acquisto totale dell’immobile, con una sagace operazione da circa 1,3 milioni che (dopo lustri di tentativi falliti) finalmente restituiva davvero al Comune sia le quote mancanti per la piena titolarità, sia la regia effettiva e totale sul futuro del cineteatro in disuso. Seguirono – per dare l’idea di quanto tenesse a rendere pubblico tutto, sempre, in real time – post e video facebook trionfanti del sindaco (qui, qui e qui). Insomma, il battage mediatico non se l’è mai fatto mancare, il primo cittadino, su questo tema.

Poi, però – spenti videocamere e social per un attimo – ecco la giravolta radicale e improvvisa di Rapinese e della sua maggioranza: “Vendiamo il Politeama”. Così, di botto. Era il 25 luglio 2024, ne seguì l’inevitabile corollario di polemiche e stupore delle opposizioni per il dietrofront.

Passa ancora qualche mese e il sindaco (come altre volte) porta anche in tv in prima persona la questione Politeama, ribadendo che “i 4 milioni della vendita ci servono come il pane”.

Finalmente, nel dicembre scorso, scocca l’Ora X: il Politeama va davvero all’asta, c’è l’atto ufficiale del Comune. Dopo 3 anni e mezzo di videoselfie, post, proclami tv, annunci in consiglio comunale, ora si deve solo aspettare il 27 marzo 2026. Cioè il Grande Giorno in cui l’amministrazione, dopo tanti mesi di battage e fari accesi, dirà certamente ai comaschi e al mondo com’è andata la vendita.

Passato il termine, tutti aspettano l’inevitabile comunicazione istituzionale, il comunicato stampa (peraltro persino promesso verbalmente ancora poche ore dopo l’apertura delle buste). D’altronde, sarebbe mai credibile un Comune capoluogo di 84mila abitanti, con uno dei sindaci più social e mediatici del globo, che non metta giù due righe per informare la città su una delle questioni più importanti dei tempi recenti? No, ovviamente. E invece…

E invece bisogna ricredersi. Perché a oggi – primo pomeriggio di lunedì 30 marzo, 3 giorni dopo l’apertura delle buste che hanno riservato l’amaro esito di zero offerte e del Politeama invenduto – né il Comune, né il sindaco con la sua grancassa social, né la giunta, né un consigliere di maggioranza ha diramato comunicazioni all’urbe né proferito ufficialmente una parola sul flop. Silenzio tombale, assoluto, totale. Con l’unica incombenza formale lasciata all’incolpevole notaio che ha scacciato le mosche dalla cassetta rimasta vuota. Persino i social personali solitamente così iperattivi del sindaco – il quale pure nelle ultime 48 ore vi appare a raffica, anche nei panni di tecnico della luci a Villa Olmo – tacciono sul Politeama. Il cineteatro e la sua asta da 3,8 milioni, nella comunicazione istituzionale di Palazzo Cernezzi, semplicemente non esistono o saranno da recuperare prima o poi tra qualche oscura piega dell’albo pretorio.

Insomma, questa, per tornare al principio, è la concezione di trasparenza dell’amministrazione Rapinese: gli annunci, al mondo. La verità, specialmente se amara, soltanto per sé. Storia piccola di questi anni, storia grande nella sua essenza.

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