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Punti di vista

Ricominciamo da Como: “Alle elezioni ci saremo”. Ma una sigla senza volti né nomi non basta, ora serve trasparenza

La sigla Ricominciamo da Como – perché, onestamente, per ora, soltanto di una generica e impersonale sigla possiamo riferire nelle cronache politiche – annuncia di voler in qualche modo partecipare attivamente e in prima persona al cammino verso le prossime elezioni comunali di Como. Le ragioni le troverete riassunte nella stessa nota giunta in redazione, che pubblichiamo in forma integrale in fondo a questa premessa.

Però, soprattutto quando ci si incammina su un sentiero delicato e importante come quello delle elezioni – ossia uno dei momenti massimamente deputati a coinvolgere persone in carne e ossa – ora serve anche un minimo di chiarezza. Perché a oggi tutto quello che si conosce della sigla Ricominciamo da Como, a cui peraltro questa testata ha dato voce nei limiti del possibile, è che nasce dalla scissione con un precedente movimento noto come Cominciamo da Como, di cui a sua volta però si sapeva già piuttosto poco oltre all’attivismo di Roberto Adduci.

Dunque ora – e ci rivolgiamo direttamente agli attivisti interessati – per poter continuare a informare rispetto al pensiero e alle iniziative di Ricominciamo da Como, serve necessariamente un’opera di chiarezza. Ovvero conoscerne – almeno per grandi linee – come minimo i nomi e/o i ruoli di riferimento e l’entità numerica degli appartenenti. Soltanto una generica sigla senza volti né interpreti non può bastare per un messaggio pubblico, né per chi deve darne conto né per i lettori.

Qui sotto, comunque, la nota diffusa oggi.

Nel corso della nostra attività politica abbiamo incontrato per la maggior parte persone che hanno ormai perso anche l’ultima briciola di fiducia nei confronti della classe dirigente, sia essa nazionale, regionale o locale.

Nel capoluogo comasco, e non solo, prevale uno stato emotivo di rassegnazione che a nostro avviso alimenta costantemente la distanza tra politica e persone; un atteggiamento che inevitabilmente induce ad accettare qualsiasi tipo di manovra venga intrapresa dai “rappresentanti” politici locali, anche quando questa risulti completamente inadeguata ripetto a quelle che potrebbero essere le reali necessità della città e di chi la abita.

Più passa il tempo più questa distanza diventa difficilmente colmabile, agevolando così il metodo politico attuale ad agire indisturbato.

Crediamo fortemente che ricoprire un ruolo così delicato significhi assumersi personalmente la responsabilità di osservare e di ascoltare; crediamo nel fare politica, quella politica che lungimirante guarda al benessere sociale della città e non a singoli interessi di singoli settori.

Siamo giovani e abbiamo una nostra identità la quale non è altro che il prodotto dei contesti in cui ci siamo trovati a vivere e a confrontarci; possiamo quindi essere vicini per certi aspetti ad alcune realtà politiche, ma non ci sentiamo rappresentati da nessuna di queste.

Per questa ragione Ri-cominciamo da Como sta lavorando in modo da potersi presentare alle prossime elezioni comunali per cercare di dare un contributo attivo alla politica locale provando a creare uno spazio politico serio e credibile in cui affrontare sensatamente le complessità che la società comasca vive.

Un commento

  1. Impressionante come persino soggetti provenienti dal movimento ambientalista giovanile non abbiano individuato altri progetti che costituire l’ennesima lista elettorale, che equivale al consueto partitino. Della politica e di questa società non hanno evidentemente capito nulla.

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