E perché no? Guardare e copiare (o genialmente rubare, per dirla alla Picasso). Che male c’è?
I cugini dell’altro ramo del Lario, l’hanno pensata proprio bella.
“A settembre a Lecco – ha annunciato stamani l’assessore alla Mobilità Renata, Zuffi – più di mille ragazze e ragazzi con meno di 19 anni potranno andare a scuola, e non solo, in sicurezza, utilizzando gratuitamente, se lo vorranno, gli autobus del trasporto pubblico locale grazie alla card Ti porto io. Un primo passo importante verso una scelta di mobilità consapevole e condivisa!”.
Ha dato infatti primi importantissimi frutti la campagna di adesioni al progetto he mette a disposizione un abbonamento gratuito da utilizzare sul territorio comunale. Una tessera esclusiva per favorire spostamenti sicuri e sostenibili da richiedere attraverso il portale tiportoio.lineelecco.it/ .
1.011 ragazzi alle 9:30 di oggi hanno già effettuato la preregistrazione per ottenere la card valida dal 1 settembre 2021 per ogni anno successivo e, salvo revoca, fino al 31 dicembre del 19esimo anno d’età.
“Istruzione e mobilità sostenibile sono una nostra priorità – sottolinea l’assessore -, ma la risposta dei primi giorni di avvio della richiesta della card “Ti porto io” dice chiaramente che anche i giovani cittadini lecchesi, nei primi tre giorni 750 ragazzi, hanno accolto con entusiasmo la nostra sfida. In questo modo possiamo essere vicini ai giovani e alle loro famiglie, garantire un importante risparmio, sostenere il diritto allo studio e l’autonomia di movimento nel tempo libero e promuovere l’accesso al trasporto pubblico, inteso come bene comune, senza dimenticare l’ambiente in cui viviamo”.
La sostenibilità ambientale, ci sono voluti un secolo e una pandemia, finalmente è entrata con piena forza nel dibattito politico, era ora. E questo è il primo punto.
Il secondo è il tema del servizio di comunità, che un’amministrazione e una società di gestione si facciano carico di assicurare mobilità e istruzione (quindi socialità) ai ragazzi, soprattutto dopo più di quattordici mesi di sostanziale reclusione, è cosa buona e giusta. Doverosa.
Tornando a bomba: l’amministrazione comunale di Como prenda nota e valuti assai seriamente (in fretta anche) la lezione lecchese. Certo con le debite proporzioni, tutte le diversità e i se del caso (non vediamo invero grossi dubbi). Ma non perda il treno, pardon il torpedone.
Se nel quasi post-pandemico si favorisce la ristorazione (più che giustamente, eh) allargando plateatici e dehors per i tavolini, se si riducono le tasse di occupazione, etc, ecco perché non intervenire in favore del più prezioso bene sociale e comunitario?
Sarebbe un atto politico molto serio e responsabile.