Premessa: la possibilità che da queste parti sia in atto una possente e coordinata attività di “troll” (da Wikipedia: “Nel gergo di Internet, utente di una comunità virtuale, solitamente anonimo, che intralcia il normale svolgimento di una discussione inviando messaggi provocatori, irritanti o fuori tema”) è oggettivamente alta.
Non è semplice spiegare in altro modo l’impressionante sequenza di messaggi di simile tenore a corollario dell’articolo “Ticosa, Forza Italia stronca Butti e Landriscina. Gervasoni: Referendum sul futuro dell’area“, nei quali si scatena una batteria di missili contro l’atteggiamento di Forza Italia degli ultimi mesi e in particolare contro il capogruppo in consiglio comunale, Enrico Cenetiempo.

E però, pur continuando in un certo senso a “pensare male” di questo anomalo filotto, il tema che emerge può valere comunque uno spunto a suo modo indipendente e non peregrino.
Ricordando che per commentare su questo sito è comunque necessario inserire una mail di riferimento (che ovviamente non è termine di scrematura o verifica in sé e non necessariamente indica le reali generalità dell’autore), nei commenti che vedete sotto all’articolo di ieri (sempre questo qui), si va da Mary che stronca l’ipotesi di un referendum proposto dagli azzurri sul destino dell’area Ticosa (“Adesso spendiamo altri soldi per un referendum inutile. Questa cosa è solo utile alle guerre che Forza Italia sta facendo contro il sindaco. Ringrazio di cuore il veterano Cenetiempo che sta insegnando davvero molto bene a quei poveri ragazzi di quel partito allo sbando. E loro lo seguono senza usare il cervello”);

poi si passa a Cristina (“Caro Emanuele dovresti lanciare un referendum sul tuo giornale. Un referendum molto più utile di quello voluto dalla Forza Italia. Tutta la città si chiede il motivo di tanto astio e guerre da parte di Forza Italia”);
viene poi Giacomo che ipotizza un referendum sull’atteggiamento dei consiglieri forzisti piuttosto che sulla Ticosa e addirittura invita il capogruppo Enrico Cenetiempo a dimettersi; e poi ancora Roberta (“Che tristezza….Il partito di Berlusconi era nato per il fare. Questi disfano. Bella l’idea di un referendum sull’operato di Forza Italia”) e così via.

Come detto, la sensazione di un “trollaggio” esiste. Ma il tema politico anche, oggettivamente e al di là dei commenti: Forza Italia che a novembre ritira gli assessori dalla giunta, stronca l’ipotesi Butti-Landriscina sulla Ticosa, è contro il Regolamento di polizia urbana, affossa la Centrale Unica degli appalti proposta da Elena Negretti, chiede il dormitorio permanente contro il resto del centrodestra e così via su mille altre battaglie in chiara antitesi rispetto alla coalizione con cui nel 2017 permise l’elezione a sindaco di Mario Landriscina, insomma, una Forza Italia sostanzialmente all’opposizione ha davvero senso?

Ha senso restare saldamente in consiglio comunale per dire sempre no ai teorici compagni di viaggio, dichiarandosi a parole sempre in maggioranza ma nel concreto rendendo qualsiasi provvedimento che nasca da sindaco, giunta e altri partiti di centrodestra un calvario senza fine, senza operare mai davvero un strappo coraggioso e definitivo (o rientrare nei ranghi, al limite)?
Insomma, cosa viene prima? La seggiola, la distruzione di una coalizione da cui comunque non ci si distacca, o la forza di dire “andiamo alle urne, questa esperienza è finita”, cari forzisti?