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Punti di vista

“Sport, parchi, biblioteca, vita serale. Com’è difficile essere giovani in questa Como che ci dimentica”

Lorenzo Pedretti ha 23 anni ed è di Como. Studente del Master in Football coaching and management a Madrid, esponente di Azione Como alle ultime elezioni comunali e regionali. Si tratta di un ragazzo molto attento e attivo, un osservatore delle dinamiche cittadine. Così gli abbiamo chiesto di intervenire sul tema dei giovani, tema di cui però si infarciscono la bocca fin troppo spesso i vecchi (come noi). Quindi pubblichiamo la riflessione di Lorenzo così come è arrivata senza interventi della redazione [per interventi, segnalazioni, foto e video scrivere a redazionecomozero@gmail.com o al whatsapp di redazione 335.8366795].

Facciamo un gioco: immagina di essere un giovane comasco.

Immagina di voler andare a studiare in aula studio in Biblioteca Comunale, l’unico spazio adibito a tale scopo in tutta Como e gestito dal Comune. Se trovi spazio (ci sono circa 90 postazioni) vorresti magari connetterti ad internet per seguire una lezione o fare una ricerca, ma non puoi perché la Biblioteca Comunale non ha il Wi-fi. Vorresti andare dal mattino e fermarti a mangiare la schiscetta che ti sei portato da casa, ma non c’è uno spazio per mangiare. Se sei fortunato e fa bel tempo puoi stare in una delle quattro panchine nel parchetto. Immagina che per svagarti un po’ potresti andare in un parco dove sdraiarti e riposare o fare due chiacchiere con gli amici. A Como però non ci sono parchi o parchetti vivibili e il più bello di tutti, quello di Villa Olmo, è intoccabile (vedi il divieto di calpestare i prati a Villa Olmo).

Immagina poi che stai tornando a casa con il bus, che per te, giovane e studente, non ha sconti a differenza di tutto il resto d’Europa, e dopo una giornata di studio hai voglia di fare attività fisica. Puoi andare a correre sul lungo lago o al Parco della Spina Verde, che dal maltempo della scorsa primavera non è ancora stata sistemata. Oppure puoi andare in piscina a farti qualche vasca, sapendo però che sarai costretto ad uscire dal comune, perché a Como al momento c’è una sola piscina utilizzabile. Perché non andare al Palazzetto dello Sport? Abbandonato anche quello. Immagina infine che la sera vuoi uscire con i tuoi amici, trovarti con loro e magari ascoltare un po’ di musica. A Como però concerti non ce ne sono, gli eventi culturali dedicati ai giovani si contano sulle dita di una mano. Vi trovate infine al solito bar in centro, a bere un paio di drink e fare due chiacchiere, ma non per troppo perché il locale deve chiudere alla una, altrimenti i residenti si arrabbiano.

Torni a casa, la giornata è finita. Con un po’ di amarezza pensi a quanto sia bella la tua città e quanto sia bello essere giovani, ma che essere un giovane comasco è dannatamente difficile. C’è chi dirà che per noi è facile lamentarsi, che c’è chi sta messo peggio e che dovremmo invece darci da fare. È vero, ma molti di noi lo fanno: è pieno di associazioni giovanili e gruppi che organizzano eventi culturali, feste e conferenze. E queste realtà potrebbero benissimo collaborare se questa (l’amministrazione) glielo permettesse. Da anni esiste la realtà della Consulta Giovanile che ha come scopo proprio quello di riunire le varie realtà giovanili e chiunque voglia dare una mano per migliorare l’esperienza della cittadinanza più giovane. In campagna elettorale il Sindaco Rapinese aveva promesso che avrebbe rivitalizzato le consulte. E sembrava avere a cuore le nuove generazioni anche perché aveva nominato Francesca Quagliarini, allora 22enne, quale Assessore alle Politiche Giovanili.

Purtroppo, sia della Consulta che dell’Assessore, non si hanno notizie da tempo. Dai suoi uffici non esce una proposta, come d’altronde da quelli degli altri Assessori e Consiglieri comunali di maggioranza, e “il palazzo aperto come una scatoletta di tonno” è rimasto solo uno slogan invecchiato male. Di cose dette e poi mai avverate ce ne sono tante in questa storia. Politiche per i giovani mancano a Como da troppo tempo e i problemi sono sempre gli stessi.

Andiamo in ordine e partiamo dall’inizio del nostro gioco:

– Nel programma elettorale di Rapinese, una delle poche proposte sul tema giovani era creare un’aula studio a Palazzo Natta, che però aprirà solo a fine 2024. Nel frattempo, non sarebbe l’ideale pensare ad altri spazi per i giovani e sistemare quelli esistenti? Come fa una città che aspirare a diventare universitaria a non avere una connessione internet libera per chi studia in Biblioteca?

– Nella prima intervista post-nomina a La Provincia, l’assessore Quagliarini aveva posto come uno dei punti di programma sul tema giovani il verde, insieme a sport e cultura. A parte le fioriere e le erbacce tolte (solo in centro ovviamente), qualcuno ha memoria di parchi resi più vivibili?

– A Como un abbonamento urbano costa € 37,50 (si è alzato l’1 novembre da €34,50). Giovani e studenti non avranno sconti (solo per ora è stato congelato il vecchio prezzo) a differenza di quasi ogni città europea (per fare un esempio in questi mesi mi trovo a Madrid per studiare e, per tutti gli U25, l’abbonamento ai mezzi è di €8 al mese) e le corse sono troppo poche per molte tratte.

– Non penso ci sia bisogno di scrivere molto sugli impianti sportivi comaschi, che da anni e anni vivono in uno stato pietoso. Lo sport a Como è rimasto fermo agli anni ‘80.

– Di eventi culturali a Como ce ne sono, qualche volta anche organizzati dal Comune. Ma a quali cittadini sono rivolti queste iniziative? Quanti concerti sono stati organizzati negli ultimi anni direttamente dal Comune di Como? Quante mostre avevano un tema di interesse per i giovani? Avevano qualche tipo di sconto? Questa città ha bisogno di rivitalizzarsi, di essere più attrattiva per i giovani e smetterla di dimenticarli. Siamo cittadini come gli altri, anche se alcuni di noi ancora non possono votare. Questo è l’appello per Sindaco e Assessore: non dimenticate le nuove generazioni

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