“Sulle rette che riguardano le persone affette da Alzheimer o da patologie neurodegenerative ricoverate nelle RSA, la Regione Lombardia aveva promesso di intervenire, ma a oggi non esiste un solo atto concreto che dia certezze su oneri, criteri e tutele. È una situazione che riguarda anche il territorio comasco, dove ci sono famiglie e strutture coinvolte in un clima di totale incertezza, con contenziosi aperti e costi sempre più difficili da sostenere”. Lo dichiara il consigliere regionale del Partito Democratico Angelo Orsenigo commentando la situazione delle RSA lombarde, tornata in questi giorni al centro dell’attenzione anche grazie ai dati e alle denunce sui costi sempre più insostenibili per i nuclei Alzheimer riportati dalla stampa.
“A livello lombardo – prosegue Orsenigo – si contano oltre 150 fascicoli aperti tra richieste di rimborso e risarcimento che coinvolgono almeno 84 strutture. I dati dell’Osservatorio sulle RSA confermano che il fenomeno è diffuso e riguarda in modo particolare le strutture con nuclei Alzheimer”.
“Il Consiglio regionale – ricorda Orsenigo – ha già discusso più volte la questione e proprio su iniziativa del gruppo regionale del Pd: a settembre con un question time e a dicembre in sede di bilancio, quando è stato approvato anche un ordine del giorno che impegnava la Giunta regionale, tra le altre cose, a emanare proprie linee guida per definire con chiarezza la ripartizione degli oneri. Ma oggi dobbiamo prendere atto che non è ancora stato fatto nulla: non c’è una delibera, non c’è un decreto, non c’è una circolare, non c’è nemmeno una riga nelle Regole di sistema approvate a fine dicembre che dica come la Regione intenda muoversi”.
“Eppure – sottolinea il consigliere – parliamo di migliaia di famiglie che convivono ogni giorno con una malattia durissima e che si trovano a sostenere rette sempre più alte, in un quadro di totale incertezza normativa, mentre sentenze e pronunciamenti giuridici continuano a mettere in discussione l’attuale ripartizione dei costi per le prestazioni ad alta integrazione sanitaria”.
“La Regione, pur in un quadro di competenze statali, non può continuare a far finta di nulla e a scaricare tutto sulle famiglie e sulle strutture – conclude Orsenigo –. Servono atti concreti subito, perché anche nel nostro territorio questa situazione sta diventando socialmente ed economicamente insostenibile”.