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Sanità

Covid, Ats chiarisce: “Quarantena anche per i vaccinati che entrano in contatto con un positivo”. Diverso per i sanitari

La campagna vaccinale, secondo quanto comunicato da Ats Insubria, sta procedendo in modo efficace sul territorio comasco e varesino.

“La forbice tra le vaccinazioni, anche solo per la prima dose, e i nuovi positivi sta aumentando sempre di più – ha evidenziato il direttore sanitario Giuseppe Catanoso – Da domani (venerdì 23 aprile, Ndr) e per 4 giorni, ci saranno 8 medici delle Usca che faranno fino a 100 vaccinazioni al giorno ai soggetti ultra 90enni che non sono riusciti a rientrare nelle prenotazioni. Entro fine mese vorremmo arrivare alla vaccinazione di tutti questi soggetti sopra gli 80 anni”.

Considerata la progressione della campagna vaccinale, il dottor Paolo Bulgheroni (direttore del Dipartimento di Igiene e Prevenzione Sanitaria) ha fornito alcuni chiarimenti in merito a chi è già vaccinato ma entra in contatto con un caso positivo al virus.

“Chi è vaccinato ed entra in contatto stretto con un caso positivo, in questo momento segue le stesse regole per la quarantena fiduciaria del non vaccinato”, ha affermato.

Discorso diverso, invece, per gli operatori sanitari. “Gli operatori sanitari seguono invece un percorso individualizzato – ha spiegato – un vaccinato o non che entra in contatto con una persona positiva viene sorvegliato, rimanendo sul luogo di lavoro e sottoponendosi a 3 tamponi in 14 giorni per avere la garanzia che possa continuare a lavorare con i propri dpi e in sicurezza; nel caso in cui insorgessero sintomi, viene invece rimosso dall’attività”.

Infine, per quanto concerne le vaccinazioni all’interno delle aziende, Bulgheroni ha fornito aggiornamenti sulla possibile organizzazione dell’attività.

“Sono stati elaborati documenti scritti in merito, a livello nazionale e regionale, ed è in corso la definizione di un ultimo documento che descriva il percorso organizzativo dell’attività anche a livello locale – ha chiarito Bulgheroni – Le vaccinazioni in azienda andrebbero a integrare la campagna, ampliando e velocizzando il raggiungimento del target degli operatori economici delle strutture produttive, coinvolgendo i medici competenti di queste realtà aziendali”.

E ha concluso: “Per quanto riguarda le modalità ci sono tre ipotesi: sfruttare gli hub già attivi differenziando la cronologia della somministrazione, coinvolgere le strutture sanitarie private che mettono a disposizione i propri spazi, oppure fare la vaccinazione direttamente in azienda se di grosse dimensioni e quindi in aree apposite. Per ora, la più praticabile è sfruttare gli hub già organizzati”.

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