Proteste a Fino Mornasco dove è nato il Comitato Cittadino Rodari che si oppone alla chiusura della scuola primaria che porta lo stesso nome. In nome dell’iniziativa sono state raccolte 830 firme. Ecco quanto spiegano dal neo nato sodalizio in una Nota dove ricostruiscono quanto accaduto:
Scandalo Scuole Fino Mornasco: 13 Iscritti a Socco, 3 a Valle, ma il comune chiude Socco. Bambini spostati d’ufficio senza consenso dei genitori. Il Comitato Cittadino “Rodari” Socco redige questo comunicato stampa per opporsi fermamente alla decisione di Amministrazione e Istituto Comprensivo di svuotamento progressivo e conseguente chiusura del plesso “G. Rodari” di Socco, con effetto dall’anno scolastico 2026/2027.
I fatti: dal mancato rispetto della scelta dei genitori al trasferimento “AUTOMATICO” dei bambini da un plesso all’altro

Il 13 dicembre 2025 si è svolto regolare Open Day presso il plesso di Socco per presentare l’offerta formativa, senza alcun cenno a una possibile chiusura. Sulla base di quella presentazione, 13 famiglie hanno scelto di iscrivere i propri figli a Socco. In data 25 febbraio 2026 il Ministero ha formalmente accettato le iscrizioni al plesso di Socco; l’11 marzo la Dirigente Scolastica ha protocollato una nota indirizzata ai “genitori degli alunni iscritti alla classe I – Scuola Primaria di Socco”. Eppure oggi, nel sistema informativo ministeriale, gli stessi bambini risultano spostati al plesso “C. Colombo” di Valle Mulini. Le famiglie con cui il Comitato si è confrontato hanno dichiarato di non aver mai sottoscritto alcuna domanda di trasferimento. A seguito di formale segnalazione presentata all’Ufficio Scolastico Territoriale di Como, le verifiche dell’Amministrazione scolastica hanno confermato l’avvenuto spostamento degli alunni nel sistema informativo ministeriale in assenza degli atti di consenso previsti. Una procedura priva di base normativa, come confermato dalle verifiche dell’Ufficio Scolastico Territoriale.
Mancanza di atti ufficiali
La mancata attivazione della classe prima presso il plesso “G. Rodari” è stata comunicata alle famiglie esclusivamente in via informale, nel corso di una riunione tenutasi a marzo. Ad oggi non risulta alcun atto formalmente pubblicato né alcun procedimento amministrativo trasparente che disponga la chiusura o lo svuotamento progressivo del plesso, né da parte della direzione scolastica né dell’Amministrazione comunale.

Mancati investimenti
L’Amministrazione giustifica la propria scelta sostenendo che l’edificio di Valle Mulini sia più moderno e a norma, dichiarando implicitamente che quello di Socco presenti criticità. Tuttavia, quando nel post-Covid furono messi a disposizione cospicui fondi (tra cui quelli del PNRR) destinati all’adeguamento e alla messa in sicurezza dell’edilizia scolastica a livello nazionale, non risulta dagli atti pubblici che l’Amministrazione abbia destinato o richiesto fondi per la messa a norma del plesso scolastico di Socco ma ha scelto, ad esempio, di investire 300.000 euro per realizzare un campetto polivalente e un aula-gazebo all’aperto per il plesso “C. Colombo” di Valle Mulini. Riteniamo che la priorità doveva essere la messa a norma dei plessi scolastici. Va ricordato inoltre che esistono numerose linee di finanziamento a fondo perduto specificamente dedicate all’abbattimento delle barriere architettoniche negli edifici scolastici (PEBA, contributi regionali, fondi statali ex L. 23/1996): interventi che sarebbero stati sostanzialmente a costo zero per il Comune, ma che risulta non siano mai stati richiesti.

Nei fatti, la scuola primaria “G. Rodari” dispone, ad oggi, di bagno per disabili, di un accesso all’edificio tramite apposita rampa con corrimano e l’ampia palestra è al piano terra senza barriere. L’Amministrazione sostiene che le primarie di Socco e Valle Mulini siano “numericamente abbastanza simili”. Quest’affermazione è smentita dai dati ufficiali del portale ministeriale Scuola in Chiaro. (99 alunni Socco – 63 Valle Mulini) Chiudere il plesso oggettivamente più popolato è un non senso logico e matematico.

Il trasferimento obbligato a Valle Mulini comporterebbe difficoltà economiche e organizzative per le famiglie. Di conseguenza, è logico pensare che molte famiglie sceglieranno di iscrivere i figli nei comuni limitrofi come Vertemate con Minoprio o Cadorago in quanto logisticamente più vicini e comodi da raggiungere.
Il sindaco ha dichiarato che su 83 potenziali iscritti residenti, ben 39 famiglie (quasi la metà) hanno scelto di non iscrivere i bambini nelle scuole primarie del proprio Comune. Invece di lavorare per trattenere gli alunni, il Comune sceglie di chiudere uno dei plessi più scelti, costringendo i residenti a una migrazione che aggraverà ulteriormente la fuga verso i Comuni limitrofi.
In conclusione
Chiediamo l’immediata sospensione di qualsiasi iniziativa finalizzata alla chiusura del plesso “G. Rodari” e la formale attivazione della classe prima per l’anno scolastico 2026/2027 nel plesso di Socco, nel pieno rispetto della volontà espressa dalle famiglie con le iscrizioni.
“Una minoranza sufficientemente creativa può influenzare l’opinione pubblica e cambiare i destini del mondo” Gianfranco Zavalloni
Comitato Cittadino “Rodari” Socco
Fino Mornasco; 3/05/2026