Mentre la viabilità alternativa è un tema molto popolare, specie nel bel mezzo della rinascita ambientalista di questo periodo storico, ci siamo concessi un piccolo viaggio tra le piste ciclabili di Como.
Ma quello che abbiamo trovato sono “moncherini” più che veri e propri percorsi per gli amanti delle due-ruote.
Cominciamo in viale Geno, dove il tracciato inizia all’imbocco del Lungo Lario Trieste, compresso tra il marciapiede e la carreggiata, ma si interrompe di netto qualche centinaio di metri più in là, davanti a piazza de Gasperi.
Altro bizzarro esempio di pista ciclabile corre lungo via Tolomeo Gallio, dove un percorso a doppio senso permette il transito di biciclette.
Chirurgico però è stato il taglio dell’urbanista che ha fatto iniziare il percorso su piazza Cacciatori delle Alpi per farlo terminare al congiungimento con via Fratelli Recchi per un totale di circa 190 metri.

Spostandoci in via Cadorna, troviamo un bizzarro percorso ciclo-pedonale delle lunghezza di appena qualche metro, proprio davanti al Conservatorio “Giuseppe Verdi”, delimitato da una riga gialla e da alcuni paletti. Attorno, il traffico.

Altro contendente al premio “Moncone ciclabile dell’anno” è il tratto di via Anzani che si innesta su via Milano: anche qui poche decine di metri , su cui abbiamo addirittura trovato una macchina parcheggiata.







