La zona rossa tra via Anzani e via Magenta, dove ormai esiste una situazione di disagio sociale e pericolo ben nota alle forze dell’ordine così come negli uffici comunali, torna purtroppo ad occupare le cronache citttadine. L’ultimo, clamoroso episodio di violenza si è verificato lo scorso venerdì notte (qui il resoconto dell’accaduto e i video).
Ma risse, persone ubriache e schiamazzi stanno purtroppo diventando la quotidianità di un angolo di Como ormai sempre più off limits. In passato raccolte firme e persino il coprifuoco imposto dal sindaco Landriscina – eravamo nel 2018 – non riuscirono a produrre effetti a lungo termine.
Assessore Negretti (Sicurezza e Polizia Locale) si tratta realmente di una zona della città fuori controllo?
Non direi. Conosciamo la realtà esistente e eseguiamo periodici controlli. Io personalmente sono inoltre in costante contatto con dei residenti della via. Certo l’episodio di vile brutalità come quello a cui abbiamo assistito fa risalire subito l’allarme ma noi ci siamo. Abbiamo nel corso del tempo ristabilito una certa tranquillità anche nei i giardini di via Anzani dove sono state collocate le telecamere.

Si parlava di numeri e controlli, quali quelli più significativi?
Nel 2021 limitatamente a via Anzani abbiamo eseguito con la polizia locale 68 controlli di sicurezza urbana. Ricordo ad esempio un arresto lo scorso 17 agosto, l’individuazione di spaccio di sostanze stupefacenti e un furto di energia elettrica, oltre a molti altri episodi. Inoltre 39 controlli di polizia giudiziaria e 6 in attività commerciali. Infine 21 per il rispetto delle norme Covid oltre a tutti quelli riguardanti i veicoli e la sosta.
Si potrebbe però dire che 68 controlli in un anno siano pochi.
Non credo sia così. Bisogna pensare che stiamo parlando solo di una via e della polizia locale. Sono diversi i punti sensibili in città, penso ad esempio a piazzale San Rocco non molto distante. Continueremo a monitorare e saremo presenti. Certo un episodio come l’ultimo non può che allarmare, soprattutto se ci fossero state conseguenze per le persone. Noi però siamo presenti.
State già valutando ulteriori iniziative? State pensando a una nuova ordinanza come nel 2018 che impose il coprifuoco e la chiusura di alcune attività che vendevano alcolici nel primo pomeriggio?
Mi sembra prematuro. Allora l’intevento drastico arrivò in seguito a una serie di episodi. Adesso siamo di fronte a un solo caso, grave, ma unico. Per ora continuiamo con la nostra opera di presidio poi valuteremo.