Ai tavoli del locale si sono seduti tanti personaggi famosi. Da Eros Ramazzotti a Milva, alla “mia amica Ivana Spagna che aveva un negozio qui vicino”.

E poi politici, forze dell’ordine, turisti – tanti turisti – ma “soprattutto qui sono passati praticamente tutti i comaschi. Siamo un ritrovo sicuro e accogliente da ormai ben 51 anni”.

Se vi state domandando quale sia questo locale, la risposta è una sola: il ristorante-pizzeria Orologio di via Foscolo che, a due passi dal lago, da sempre rappresenta un porto sicuro.
Pochi giorni fa si sono festeggiati i 51 anni di attività – tutto cominciò il primo maggio del 1985 – e mentre il locale è ancora pieno per il pranzo, Giovanni Taino, “anche se molti mi chiamano Giovanni Orologio”, seduto al tavolo insieme al figlio Andrea (che a breve diventerà amministratore), ci racconta la sua storia e della sua famiglia.

“Da quando ho memoria mi vedo sempre con la camicia bianca, dietro il banco o in sala per il servizio. La mia vita è da sempre dedicata a questo lavoro. Ho cominciato a 12 anni quando da Tramonti – il paese d’origine in provincia di Salerno – ci siamo trasferiti a Casorate Sempione”. Nel paese vicino a Varese alcuni familiari avevano acquisito prima l’Osteria della Pista dal 1875” e successivamente altre attività sempre nel mondo della ristorazione.

Poi nel 1985 Giovanni Taiano e la moglie Maria Del Pizzo rilevano la pizzeria di via Foscolo (degli zii), per mandare avanti la storia di questo luogo da sempre conosciuto dai comaschi, che nel corso degli anni ha aumentato il prestigio grazie alla gestione familiare.

E da quel primo maggio tanta gente è passata nel locale dove Giovanni ha osservato una città cambiare. “All’inizio c’era poco movimento – ricorda – Soprattutto gente della città. In 51 anni abbiamo servito tutta Como. Siamo cresciuti passo dopo passo. Dal 97 siamo stati tra i primi a fare le consegne a domicilio. Portavamo le pizze e i nostri piatti personalmente e ci mettevamo la faccia. Se qualcosa non fosse andato bene la si sarebbe rifatta. E ancora oggi lo facciamo ma a differenza di molti altri locali che hanno avviato tale servizio nel periodo del Covid, noi non ci affidiamo ai servizi di consegna a domicilio. Vogliamo avere il contatto diretto con i clienti”.

E dopo una prima ristrutturazione del locale nel 1988, la decisione di ampliare l’attività imprenditoriale acquistando “l’ex pasticceria Bianchi, e realizzare il famoso Irish Pub. Tanto impegno e tante idee fino all’anno 2000 quando abbiamo acquistato le mura dell’Orologio”.
E proprio a breve, un nuovo progetto prenderà forma. “Ai piani superiori dell’immobile realizzeremo 6 o 7 camere a uso foresteria e 2 miniappartamenti”, racconta Giovanni.
Una mossa che ben si addice a una città ormai sempre più attrattiva per i turisti di tutto il mondo, anche se forse – e i primi week end di bel tempo lo hanno dimostrato – l’invasione è fuori controllo. “Como piace sempre di più. Il suo appeal non conosce limiti. Tutti vogliono visitarla. Posso solo citare un piccolo esempio che mi è stato raccontato da una persona di famiglia che lavora in hotel di prestigio in Svizzera. Molti ospiti di quelle strutture quando vanno via preferiscono passare due notti a Como piuttosto che – come accadeva in passato – andare a Milano. Sono segnali che non si possono ignorare”.

E sull’assedio dei turisti, “è innegabile come ci sia molto più movimento, a volte un vero e proprio caos, ma per quanto riguarda il nostro mestiere se lo si fa bene e con passione si viene ripagati e si riescono a creare legami con la gente che torna volentieri. Anche gli stessi stranieri magari li rivediamo più volte se si fermano più giorni in città. E questo è il segnale di un lavoro fatto bene”.
Tornando alle camere che tra breve verranno realizzate, si tratta “di un progetto che avevo in mente dal 2019. Ai tempi, mi ero innamorato dell’attuale Casa Bianca in Lungolario Trieste, volevo realizzare un hotel di lusso. Feci realizzare anche un progetto ma poi non se ne fece più nulla”.
Personaggio eclettico e dai mille interessi e sempre pieno di idee, Giovanni non nega come ci siano ovviamente stati anche dei momenti difficili legati, essenzialmente, alle varie crisi scoppiate nel mondo. Situazioni che inevitabilmente comportavano un calo dei turisti o l’aumento dei costi per le materie prime necessarie all’attività.
“Dal 2001 dopo l’attacco alle Torri Gemelle, al Covid fino alle recenti guerre in corso, si tratta di situazioni che incidono, ovviamente. Ma siamo sempre riusciti a stare ben saldi e in piedi. Abbiamo sempre offerto i nostri servizi e abbiamo sempre cercato di pensare a delle novità. Ad esempio, siamo stati tra i primi, in passato, a intercettare i flussi di visitatori in arrivo con i bus turistici. Servizio che ancora oggi funziona e bene, tanto che a volte dobbiamo respingere delle richieste”.
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E oltre alla professionalità e alla cortesia, si punta, naturalmente sul cibo. “Qui si mangiano piatti della tradizione, poi pesce e ovviamente la pizza che ci ha fatto conoscere in tuta la città. Oltre a un’ampia selezione di altri piatti”, ci dice.
Dopo tanti anni di lavoro e passione Giovanni sottolinea come sarà suo figlio Andrea – sempre al suo fianco durante l’intervista – a diventare presto l’amministratore e come “io sarò sempre operativo. Vivo qui vicino”, scherza con una battuta.
L’ultima riflessione, non prima di averci ricordato i nomi dello staff – composto da parenti e persone che lavorano insieme a lui da anni (la moglie Maria, il figlio Andrea i cognati Salvatore e Domenico oltre ad Antonio) – riguarda il vero e proprio boom turistico che sta investendo la città negli ultimi anni. “È vero spesso molta gente arriva e non consuma perché magari fa una gita rapida ma non si può certamente bloccare il flusso dei visitatori e la loro voglia di scoprire una città. Bisogna sempre offrire cortesia e un servizio impeccabile, questa la nostra filosofia”.













