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A Como il fallimento del maxi-sogno cittadella dello sport: “Da elettore di Rapinese mi sento tradito. Ma mi aveva detto…”

In queste ore si è diffusamente parlato del fallimento del progetto della cosiddetta Cittadella dello Sport a Como, quartiere di Muggiò. Il cavallo di battaglia del sindaco Alessandro Rapinese si è schiantato conto un’amara verità, quantomeno a oggi: “Non c’è interesse pubblico”. Qui i principali articoli di queste ore:

  1. Como, fiasco per il progetto del Quartiere dello sport a Muggiò: “Non c’è interesse pubblico” 
  2. Como e il fallimento della cittadella dello sport. FI: “Dopo 4 anni siamo al punto di partenza”. Il Pd: “Dai 3/6 mesi all’infinito… e oltre”
  3. Flop cittadella dello sport, Nessi: “Per Rapinese c’è una sola strada: dimissioni”. Azione: “Con quali risorse e entro quando si farà?”

Ora riceviamo e pubblichiamo integralmente la lettera di un cittadino che scrive: “Da elettore di Rapinese, lo confesso, mi sento tradito”. Ecco il contenuto integrale della missiva:

Carissimi di ComoZero,

le recenti notizie sul fallimento del progetto della Cittadella dello Sport di Muggiò mi lasciano davvero l’amaro in bocca. Da sportivo, avevo davvero sperato che Rapinese tenesse fede alle promesse elettorali e riaprisse la piscina di Muggiò nel 2022.

Invece siamo ormai a fine 2026 e non solo la piscina è ancora chiusa, ma anche il progetto su cui si puntava è tristemente naufragato.

Nello scorso dicembre fui invitato dal sindaco per un colloquio a Palazzo Cernezzi. Tra gli argomenti della chiacchierata ci fu anche la piscina di Muggiò, sulla quale il sindaco non fece altro che ripetere la solita storia dei cavi tranciati come alibi per non poterla riaprire. Altro che 3-6 mesi.

Di fronte all’alternativa che mi presentò, ovvero il progetto della Cittadella dello Sport, gli feci notare come il progetto mi sembrasse un po’ ambizioso per il Comune di Como. Vedendo il destino dei giardini a lago, un cantiere da pochi milioni di euro che doveva durare pochi mesi ma dopo 3 anni è ancora aperto, chiesi al sindaco come potesse ritenere credibile un progetto da 30 o 40 milioni.

Lui mi rispose dicendomi che la differenza l’avrebbero fatta i privati. Nomi pesanti, grandi aziende citate a garanzia della riuscita del progetto. Risultato: dopo 9 mesi, siamo punto e a capo. Il progetto non è ancora partito e ho già capito che, per tornare a nuotare a Muggiò, dovrò aspettare un altro sindaco.

Da elettore di Rapinese, lo confesso, mi sento tradito. Non ci sono ancora candidati per le prossime elezioni, ma di una cosa sono certo: nel 2027, il mio voto non andrà a Rapinese.

Grazie per l’attenzione.
Saluti,
A. Crosato

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