E’ evidente: a domanda su aborto e eutanasia un cattolico, nel pieno diritto, darà una e una sola risposta. Non potrebbe essere altrimenti.
E’ comunque (quantomeno) impattante la scelta di comunicazione (certo non casuale) fatta in questi giorni da chi gestisce sito e pagina Facebook del duomo di Como per promuovere una serie di iniziative – a partire dal 25 ottobre – organizzata da Scienza e Vita Bassa Comasca.

Un ciclo di preghiere, cadenzato ogni mese, “Per chiedere l’intercessione della madonna affinché abbiano fine i crimini dell’aborto e dell’eutanasia sui bambini”.
L’aborto in Italia è normato dalla legge 194 del 22 maggio 1978, quindi non è un crimine. L’eutanasia (attiva) viceversa è un reato e pertanto perseguita, quindi è tecnicamente corretto parlare di crimine.
Dunque è necessario (e doveroso) capire cosa intendano gli organizzatori con “sui bambini”. Eutanasia e aborto non sono sinonimi ma se per estensione (è solo una deduzione plausibile che nasce dalla lettura del volantino) si stesse tentando di sovrapporre il primo sostantivo al secondo, allora nuovamente non vi sarebbe reato.
Il diritto all’opinione, anche e soprattutto sul fronte etico e bioetico, è sacrosanto (su queste pagine proteggiamo – quasi – ogni idea, anche quando davvero non ci piace). E’ però necessario utilizzare un linguaggio preciso, il rischio è un grave fraintendimento sociale. Siccome si parla di un evento pubblico la chiarezza è un obbligo.

Gli eventi sono ampiamente pubblicizzati sulla pagina Facebook del duomo (qui), sul sito della stessa cattedrale (qui) e sulla pagina Fb di Scienza e Vita Bassa Comasca (qui).

“Da tempo il Consiglio Esecutivo di Scienza&Vita Bassa Comasca di aggiungere, alle consuete attività formative-informative che solitamente consistono in belle conferenze, un’iniziativa di preghiera a favore della vita“, scrive Michele Farina, presidente Scienza&Vita Bassa Comasca, in un intervento pubblicato su cattedrale.diocesidicomo.it.
“I bambini abortiti sono veramente gli “ultimi” nelle nostre opulente società, tant’è che, seppure uccisi a milioni determinando il più grave problema della nostra società, non ne parla più nessuno ad esclusione degli attivisti a favore della vita che rimangono sempre troppo pochi. Siamo convinti che assieme alle campagne di sensibilizzazione e alla formazione sul tema si debba dare anche quel tono di speranza che ci dona l’Autore della vita, attraverso la preghiera. Un preghiera per la vita. E quale migliore preghiera del Santo Rosario dedicato alla Madonna che accolse questo Autore nel suo grembo e se ne prese cura ogni giorno della Sua permanenza tra di noi? Ecco che abbiamo pensato al Rosario per la Vita da recitare il 25 di ogni mese (a Natale verrà anticipato) in ricordo del giorno dell’annunciazione, il giorno del “fiat, adimpleatur” di Maria. Attraverso il “fiat” di Maria corredentrice siamo stati salvati e resi figli di Dio“.
Abbiamo provato a contattare il numero di telefono pubblicato sulla pagina di Scienza e Vita Bassa Comasca. Provato solo per scrupolo e completezza. E molta illusione: dato che un 338-123456 pareva da subito non plausibile.
L’associazione Scienza&Vita è stata fondata ai tempi del referendum sulla Legge 40.
Si legge su Avvenire: “per proseguire un’opera di sensibilizzazione civica sui temi della bioetica, biopolitica e biodiritto. Primi due co-presidenti eletti furono il genetista Bruno Dallapiccola e la neuropsichiatra infantile Paola Binetti, che già avevano diretto l’omonimo Comitato. […] Molte le campagne condotte per informare e formare sui temi che hanno scosso il dibattito pubblico. Con la campagna “Liberi per vivere” e la mobilitazione per salvare Eluana Englaro, che raccolse decine di migliaia di firme dall’Italia e dall’estero, si discusse di eutanasia e accanimento terapeutico senza preconcetti ideologici. I convegni “Comunicare scienza, comunicare vita” e “Scienza e cura della vita, educazione alla democrazia” hanno poi visto politici di primo piano, giornalisti, autorità laiche ed ecclesiastiche dialogare su bene comune ed etica dell’informazione