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Yacht Club, sul club esclusivo di Como arriva la sentenza: multato e sospeso per due mesi il presidente Ge

Multa di 5mila euro e sospensione per 2 mesi. Questa la decisione presa il 25 giugno scorso dal Tribunale Federale nei confronti del presidente dello Yacht Club di Como Giancarlo Ge.

Tutto nasce dall’esposto del famoso velista Roberto Spata che aveva scoperto di essere stato indicato come tecnico di riferimento per 8 corsi di scuola vela dello Yacht Club sebbene lui si fosse dimesso dal ruolo da circa 2 anni.

La Procura federale della Federazione Italiana Vela, contestando una condotta contraria ai principi di lealtà e rettitudine sportiva, così come alle norme sulla gestione delle scuole vela, ha dunque aperto un procedimento. Dal canto suo Ge ha sempre negato qualsiasi azione dolosa o contraria alle norme della Federazione, sostenendo che il nome di Spata non fosse visibile al pubblico esterno perché presente solo in dati interni e che non esistesse alcuna prova che fosse stato utilizzato per scopi promozionali.

Alla fine, il 25 giugno scorso è arrivata la decisione. Il Tribunale federale composto dal presidente Alessandro Ghibellini, da Simona Crispo e Michele Micalizzi ha comminato al presidente dello Yacht Club Como Giancarlo Ge una sanzione di 5mila euro e la sospensione di ogni attività federale per 2 mesi.

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18 Commenti

  1. Il club in questione ormai da 4 anni si è definitivamente trasformato in azienda commerciale multi business:
    Bar – ristorante
    Saloni per feste
    Distrubutore di carburante
    Porto turistico per taxi boat.
    Cosa aspettano l’ A.E. e la G.d.F. a contestare la dissimulazione dll’esercizio di attività commerciale sotto mentite spoglie di A.s.d. ?
    Chi ha sbagliato paghi :
    Errare umanun est, perseverare diabolicum.

  2. Tutti questi maldicenti….tutta invidia e niente argomenti….pregasi informarsi meglio prima di sparlare !!!!!

    1. Chissà perché quando si parla delle concessioni a lago c’è sempre qualcuno che si scalda a dismisura. Se si parla della Como Nuoto c’è chi ti avvisa che c’è il rischio di querele, chissà perché poi; se si parla dell’YCC c’è qualcuno che sbarella. A Como si possono pretendere arretrati e prebende ad associazioni sportive, culturali, assistenziali e sociali. Si possono chiudere asili nido, si può chiudere la bocciofila in centro, si possono mettere i recinti alle chiese per non fare entrare i mendicanti, si può criticare perfino Don Giusto e non si possono chiedere informazioni sulle concessioni a lago? Di loro e delle associazioni concessionarie non si può parlare? Si rischia di fargli andare di traverso lo spritz serale? E se si chiede come sono utilizzate strutture di proprietà pubblica, cioè di tutti noi, si è etichettati come invidiosi? Non stiamo parlando di edifici di lusso privati. Stiamo parlando di edifici pubblici. Dovremmo essere invidiosi di un concessionario di un bene pubblico? E’ ridicolo!

  3. Le accuse nella sentenza della Federazione sono gravissime. Mi stupisco della lieve sanzione inflitta. Resta, tra l’altro, il fatto che l’associazione abita un immobile del Comune a un canone irrisorio per la posizione in cui è e per il genere di attività che svolge.

    1. Io se fossi in te prima di sparare cazzate senza conoscere la realtà, mi informerei……eviteresti di fare la solita figura di m……ovvero di quello che non sa …..
      per esempio , in merito all’affitto , il club da sempre sostiene tutti costi che ci sono stati e ci sono, per tutte le migliorie e trasformazioni tipo ampliamenti, terrazzi, piscina ecc……
      Pensare prima di dare aria ai denti , si evitano figure di m….a

      1. A parte i toni non proprio da Yacht Club, rispondo nel merito:
        I lavori di miglioria sono probabilmente l’unica spesa che tiene ancora in piedi il castello YCC asd, in quanto si tratta di spese “strumentali all’organizzazione e gestione di attività sportive”. A parte la palestra e la Centomiglia di sportivo non è rimasto niente.
        Riguardo all sanzione, irrisoria, si può minimizzare quanto volete ma è stata reiterata una falsa dichiarazione al coni per un motivo molto semplice: non c’è quasi più nessun istruttore federale che voglia assumersi la responsabilità di lavorare in quel posto.

        1. Non centro con lo yc ….e come al solito risposte del ……e sempre a dimostrare la disinformazione .

          1. Il problema è che un prezzo irrisorio rispetto a quello di mercato fruiscono in modo esclusivo e escludente di un bene che appartiene alla collettività

        2. È proprio vero il detto ….il potere logora chi non ce l’ha ……come i sx di oggi , perso il potere mai conquistato legittimamente si scagliano vigliaccamente con cattiveria e porcate di vario genere contro chi lo ha conquistato legittimamente …penosi , piccini, poveretti !…. per non cadere nel ludibrio…. di chi colpisce alle spalle ma vuole fare la morale !

      2. Andrea insomma questi sono dei benefattori…in città si chiudono gli asili nido ma questi covi della como bene sono intoccabili

  4. Hanno solo gli striscioni che promuovono corsi, ma di barche in acqua non se ne vedono mai. Un insulto alla bellezza del navigare a vela, un tradimento delle regole e un vergognoso atteggiamento complessivo. Chi consente una prosecuzione di questa pagliacciata è altrettanto responsabile. Va consentito, se non auspicato, un futuro diverso a quel luogo cambiando completamente rotta. Di persone competenti e capaci ce ne sono, date la possibilità ad altri.

  5. Lo Yacht Club Como è una società di Lucro a tutti gli effetti !!! Il 90% delle entrate deriva dalla vendita di carburante !! Non è più una associazione sportiva in quanto non organizzano nulla !!!! Ma se sei socio e provi a dire qualcosa vieni ammonito !!! Una cosa ridicola !!! Usano la strutturerà come se fosse loro, danno i posti barca a chi vogliono loro !! Una vergogna !!! Sindaco sveglia !! È ora di cacciarli

      1. Sulle concessioni a lago ci sarebbe da discutere. Non si comprende se siano ASD, non si comprende se il bar e i ristoranti che sono al loro interno, facciano servizio solo, come previsto dalla normativa, ai loro soci. Non si comprende quali siano i loro obblighi nei confronti dell’amministrazione concedente, non si comprende a quali controlli siano sottoposti da parte dell’Amministrazione concedente. Ma soprattutto non si comprende perché Rapinese Sindaco, così attento a mettere ordine nel caos di privilegi e vantaggi concessi dall’Amministrazione all’associazionismo, soprattutto quello socio-culturale, sia così timoroso nell’affrontare la situazione di questi “club” esclusivi che da decenni albergano a costi politici in edifici pubblici di lusso dietro l’ombrello di Associazioni Sportive Dilettantistiche (per l’appunto ASD) che ormai di sportivo non hanno quasi più niente. Poteri forti??

        1. La denominazione è proprio quella delle ASD, e per legge l’attività commerciale (il rifornimento carburanti, ad esempio) deve avere carattere secondario e strumentale rispetto alle attività istituzionali (ossia l’organizzazione e gestione di attività sportive dilettantistiche). Lo YCC invece da anni accumula gli utili derivanti dalle proprie attività in fondi di accantonamento. Eppure la guardia di finanza ha lì le barche ormeggiate e i suoi uomini prendono il caffè al bar del club quasi ogni giorno.

      2. Certo che tu devi saperla lunga ! Sei inchiodato alla stessa sedia del Presidente ? Paghi tu la sanzione di 5.000€ (per colpa del numero 1) o i soci che non sanno( perché forse mangiano , bevono e ballano …non sanno che cosa voglia dire ASD)che per i corsi di vela va nominato un istruttore VERO, con dei titoli veri e non si inserisce il nome di un grande velista comasco (lui si sportivo vero !) che dorme a casa sua mentre ragazzini escono in barca chissà dove a. sua insaputa. Poi visto che sai tutto SPIEGACI quali sono le attività sportive degli ultimi 10/15 anni ! Magari sponsorizzate dal presidente e/o dal suo consiglio (come in moltissime ASD) . Per noi che non sappiamo nulla e siamo invidiosi sarebbe bello sapere!

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