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Azzerare la giunta Landriscina, Butti nel mirino, l’ipotesi Mainardi: vulcano Forza Italia

Altro che nulla di fatto. Dalla riunione del coordinamento di Forza Italia di inizio settimana filtra un’immagine del partito – anzi, una doppia immagine – turbolenta, agitata, ambiziosissima. E forse, per tutti questi motivi, senza una reale bussola.

Ma andiamo con ordine.

Primo tema discusso: rientrare o non rientrare nella giunta Landriscina dopo il pasticciato addio di novembre con il ritiro degli assessori Franco Pettignano (poi rientrato subito con Fratelli d’Italia) e Amelia Locatelli (della quale, su ComoZero cartaceo in distribuzione, trovate un’intervista definitiva titolata così: “Mi spiace, ma non torno”).

Ebbene, la prima notizia è che Forza Italia punta – pressoché senza tentennamenti e al di là delle diplomazie pubbliche – a rientrare nell’esecutivo di Palazzo Cernezzi. Ma c’è di più: farlo alle stesse condizioni e inserendosi nella stessa squadra (Simona Rossotti a parte) di 4 mesi fa, è ovvio che non abbia alcun senso. E allora, ecco la proposta dirompente che è circolata al tavolo forzista martedì sera: proporre un azzeramento totale della giunta al sindaco e ricostruirne una nuova da zero.

Naturalmente, con una diversa distribuzione di deleghe e incarichi. Nello specifico, Forza Italia avrebbe l’acquolina in bocca per due materie, oggi in mano all’assessore di Fratelli d’Italia Marco Butti: Urbanistica e Commercio, queste le due pepite che fanno gola ai forzisti dentro e fuori Palazzo Cernezzi.

Certo, l’azzeramento sarebbe dirompente e potrebbe anche rivelarsi in parte superfluo (difficile ipotizzare che la Lega accetti in assoluto, difficilissimo ipotizzare che la stessa Lega così come la civica Insieme e Fratelli d’Italia propongano nomi diversi dagli attuali), ma ripartire daccapo non è argomento da considerarsi cancellato dal ventaglio delle ipotesi.

Altro dettaglio non ininfluente: in realtà al tavolo del coordinamento azzurro è approdato un documento politico messo a punto dal segretario cittadino Stefano Vicari. Chiaro il concetto del testo: rientriamo in giunta ma a condizioni precise sia di rilancio programmatico sia di concentrazione su alcuni punti dirimenti, sia nell’ambito di un generale rimpastone di uomini e deleghe.

Che fine ha fatto il documento di Vicari? Sparito, cancellato. E pare non esser stato troppo gradito nemmeno dal coordinatore provinciale Mauro Caprani, il quale – sebbene da annoverare tra i “rientristi” – non avrebbe affatto gradito l’idea di un testo così smaccatamente rivelatore della voglia di ritorno nella stanza dei bottoni comunale, sebbene ad alcune condizioni.

Un fatto, questo, che certo non pare rafforzare la posizione del coordinatore cittadino di Forza Italia, verso il quale nel partito non manca qualche spiffero gelido da tempo (se proprio non si vuol parlare di voglia di spodestamento, che certamente solletica qualche consigliere comunale e qualche esterno).

Per quanto riguarda i possibili nomi di un rientro in giunta dei forzisti, qui le indiscrezioni sono pochissime. Qualche chance più virtuale che reale sembra avere Roberta Di Febo (ma sarebbe per la cultura, tema che non pare interessare granché gli azzurri), mentre a livello di ipotesi da laboratorio è circolato anche il nome dell’ex segretario provinciale di Fratelli d’Italia, poi clamorosamente confluito in Forza Italia con altri meloniani, Marco Mainardi (secondo da sinistra nella foto qui sotto).

Da segnalare, infine, qualche malumore in ordine sparso per i congressi ripetutamente annunciati e in realtà tuttora chimerici, così come resta sul tappeto qualche isolata voce (ricordate la presa di posizione del candidato sindaco ad Argegno, Renato Acquistapace? Se no, la trovate qui) fortemente scettica sul ritorno nella giunta Landriscina. Soprattutto in questa giunta Landriscina.

Insomma, Forza Italia è agitata, smaniosa. Si potrebbe parlare di un vulcano, se però – alla fine – in termini pratici non fosse spento.

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