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Ballottaggio, Adduci per Rapinese: “Visioni e pensieri opposti, è la mia morale che sceglie”

Era già noto, ma l’ex candidato sindaco del Comitato Assemblee Popolari Roberto Adduci (0,44% e 136 voti al primo turno, a inizio campagna elettorale a sostegno di Adria Bartolich prima della rottura per la sua contestazione a Giorgia Meloni) con una nota ribadisce nuovamente che al ballottaggio sosterrà Alessandro Rapinese. Ecco la sua nota integrale che ufficializza il passaggio.

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Riportiamo, quasi integralmente, la nota diffusa da Adduci. Alcuni passaggi sono stati omessi poiché esprimevano tesi/accuse arbitrarie e certo non dimostrabili nei confronti di alcuni soggetti:

Ultimamente ricevo diversi messaggi da persone rimaste sorprese dalla posizione che ho preso rispetto al ballottaggio tra Minghetti-Rapinese. Ho deciso quindi, se la stampa lo concede, di fare chiarezza non tanto per rendere conto, quanto perché resto perplesso.

Nonostante la mia arroganza e presunzione non mi sono permesso e non mi permetterei di indirizzare altri voti se non il mio: nell’ultima diretta a CiaoComo Radio alla precisa domanda ho risposto con altrettanta precisione dichiarando “sentitevi libere di fare quelle che volete”. Ho espresso invece la mia personale opinione più volte manifestando la mia volontà di non scegliere mai il PD e lo rivendico oggi come ieri e come domani.

Mi rammarico di come ancora oggi invece ci siano persone disposte a tollerare e legittimare gli stessi meccanismi che ci rendono schiavi attraverso il sistema clientelare sviluppato e organizzato dai personaggi di questo centro sinistra a trazione PD (20% dei voti) che compra i voti offrendo posti occupazionali o contributi di finanziamento nelle o alle varie fondazioni, associazioni ed enti scolastici e non.

Online si trova facilmente l’elenco dei contributi 2021 di Fondazione Cariplo, ormai è risaputo strettamente legata a questa coalizione […].

E così via.

A mio avviso ridurre la politica a sole operazioni economiche o promesse di erogazioni o prestazioni lavorative sparse nella città per accrescere il consenso al fine di poter continuare a riprodurre i propri interessi non pare una cosa sensata. Sicuramente mi sbaglio, perdonatemi. È la mia morale che sceglie.

Stimo invece la passione e la sincerità di Alessandro Rapinese (qualità che nella coalizione del centro sinistra del PD Minghettiano è impossibile trovare, perché anche con tutta le buone intenzioni, chi consapevolmente e chi meno, hanno preso parte ad un gioco di cui sono soltanto pedine sacrificabili).

Visioni e pensieri opposti, verissimo. Tuttavia strategicamente parlando preferisco misurarmi con chi porta avanti una sua idea che non condivido piuttosto di chi si presta al servilismo e al più becero finto buonismo motivato da un macchiato senso di pietà.

Invece che puntare il dito vorrei suggerire, se posso, di interrogarsi su quali possano essere le ragioni per cui due punti lontani siano disposti ad incontrarsi per un attimo. Costa fatica ammettere che chi professa valori simili ai miei in realtà non è altro che un bel vestito della nuova destra sociale che dopo anni di mutamenti al suo interno si è omologata al modello di sviluppo odierno e nemmeno ne è consapevole. Le camice di seta e le dolci parole non serviranno a nascondersi ancora per molto.

Mai con i partiti e quindi mai con il PD. Il 12 giugno ho annullato il mio voto, questa volta pur di non essere parte di un gioco così sporco voterò convintamente perché preferisco riconoscere che la cultura comasca media sia rappresentata dalla proposta di Rapinese che non mi è assolutamente cara e lavorare per portare un reale cambiamento invece che girarmi dall’altra parte fingendo che vada tutto bene quando in realtà si sta male. Ma il primo passo è riconoscere.

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