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Bar, stop alle 18. Furia De Ascentis (Krudo): “Domani chiudo per un mese e smetto di pagare le bollette”

“Da domani chiudo, per un mese. Perché dovrei restare aperto?”.

E’ una provocazione? “No. E smetto di pagare le bollette. O anticipo la cassa ai dipendenti o pago il resto. Così è”.

Davide De Ascentis e Cesare Roncagli, titolari e mattatori del Krudo di piazza Volta, emblema degli ape e delle serate quelle giuste, hanno preso davvero la decisione dopo l’ultimo Dpcm Conte che impone la serrata alle 18 per bar, ristoranti, gelaterie, pasticcerie e assimilati. Tutto, naturalmente, in chiave pandemica.

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E’ De Ascentis a raccontare perché.

Oggi il decreto.
E domani chiudiamo.

Ma come?
Chiudiamo, fine, tutti in Cassa Integrazione (hanno una decina di dipendenti, Ndr).

Per quanto?
Direi un mese, almeno. Magari qualche apertura spot ma di base non riapriamo.

Spiega.
Mettiamo tutti in Cassa Integrazione subito e la anticipiamo. Poi non paghiamo più niente.

Cioè?
O anticipiamo la Cassa o paghiamo bollette e altro, bisogna scegliere. Ci siamo rotti, davvero. Ma davvero. Non siamo gli unici, credimi, io non sono tizio da scendere in piazza ma così basta. Ci penseranno i politici che sono tanto bravi. Non posso far pagare uno spritz 15 euro per compensare.

E i fornitori?
Questo mese sì, li pagheremo. Poi si vedrà. Andremo a scalare.

Sei una furia.
E ci mancherebbe. Abbiamo già perso il 50% del fatturato quest’anno. Con il Decreto di oggi, attivo da domani, butteremo almeno 5mila euro di materie prime tra cibo e bottiglie aperte. Noi lavoriamo la sera. Di giorno che facciamo? Niente. E poi basta guardare la città, è piena di giorno non di sera. Chi si contagia alle 21 di novembre in un bar all’aperto?

Spiega.
Il coprifuoco alle 23 mi impedisce di fare due passi col cane sul lungolago. Però il centro di giorno, nel weekend soprattutto, è affollato e molto. Che senso ha? Adesso ci fanno chiudere alle 18. Questo locale ha sempre rispettato le norme.

Beh, vi hanno sanzionati.
Ecco, parliamone.

In luglio sono state riscontrate irregolarità nelle misure anti-contagio e vi hanno chiusi due giorni. Poi la pena, per la stessa contestazione, è stata rafforzata ha portato una nuova chiusura di cinque giorni in settembre. E’ successo questo.
Ecco, ora la Prefettura dovrà risponderne. Siamo andati in tribunale e chiediamo i danni. Ci hanno fatto chiudere in luglio, e ci sta, ma poi ancora in settembre con i bar pieni. Chiediamo i danni perché non tutti i locali sono stati puniti allo stesso modo. Te lo assicuro.

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