Abbiamo parlato molto, qui, dei giardini a lago e dell’intera zona stadio tra sogni di riqualificazione, progetti in arrivo, proteste e degrado.
Ma il problema di quello che sarebbe, potenzialmente, uno degli “angoloni” più belli della città, non è soltanto l’impatto alla vista.

E’ anche riuscire nell’impresa di restare in piedi, se ci si avventura tra viali e vialetti. Già, perché è verissimo che i giochi per i bambini sono in cattive condizioni, che il verde ha bisogno di una sistemazione radicale e che molti altri singoli aspetti lasciano a desiderare.

Ma la quantità di buche, voragini, radici che aspirano al cielo, rattoppi mal fatti e qualsiasi altra possibile causa di inciampo vi venga in mente è da guinness dei primati.

Non esiste un singolo punto delle passeggiate che a un certo punto non si apra davanti ai piedi del viandante in un tripudio di sampietrini sfusi, mattonelle mancanti, cemento piazzato alla disperata ma sbriciolato in mille pezzettini.

Autentiche trappole per la serena deambulazione, che costringono pedoni e ciclisti a sinuose gimcane per evitare di trovarsi con il naso schiacciato al suolo.

Dunque, attenzione prima di farvi rapire dal paesaggio lacustre all’orizzonte o dalle cime fiorite degli alberelli: un passo sbagliato e il capitombolo è garantito al 100%.
