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Lago di Como, il canale 16 per le emergenze nautiche è muto. Fantinato (Cna): “Ma la tassa si paga”

Il canale 16 per chi naviga in mare ma anche nelle cosiddette “acque interne”, ovvero per esempio sul lago, è ben conosciuto. Rappresenta infatti il canale apposito, tramite la radio Vhf di bordo, su cui lanciare una richiesta di soccorso o chiedere interventi.

Ma da tempo, e sono in tanti a lamentarsene, dall’altra parte tutto tace. Nessuno infatti risponde su questo canale che per tutti i natanti con targa è obbligatorio avere. E’ altrettanto vero che ormai, soprattutto sui laghi, per lanciare una richiesta di emergenza o per chiedere supporto si utilizza lo smartphone, ma la questione va ben oltre.

“Il canale 16 è obbligatorio e si deve pagare una tassa. Comprendo dunque il dubbio di quanti lo hanno e pagano quanto dovuto pur non avendo nessuno che risponde dall’altra parte – spiega Enzo Fantinato, responsabile settore Nautica di Cna Lombardia – Abbiamo affrontato questo argomento e in generale il tema della sicurezza anche di recente in una riunione con l’Autorità di Bacino e da sempre siamo attenti. Anche nel nuovo regolamento nautico in fase di rideterminazione si stanno dettagliando meglio tutti questi elementi. Ma sarebbe opportuno che ci si coordinasse, tra le varie forze dell’ordine, per far si che ci sia sempre qualcuno a presidiare tale canale visto che è imposto per legge”.

“Se invece si pensa che si debba usare un altro numero di emergenza, come il 115 o altri usando semplicemente il telefonino, deve essere specificato. In attesa però, visto che si paga anche una tassa di alcune decine di euro, tale canale 16 andrebbe sempre presidiato”, conclude Fantinato.

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