A lanciare il sasso, a dire il vero, è stato il “capo”. Oggi, infatti, il ministro dell’Interno Matteo Salvini, dopo un incontro con le le comunità terapeutiche operanti del settore delle tossicodipendenze, ha annunciato che da domani darà indicazione “a tutti i responsabili della pubblica sicurezza delle forze dell’ordine di andare a controllare uno per uno, con l’obiettivo di chiuderli tutti, i presunti negozi turistici di cannabis, che per quanto mi riguarda vanno sigillati perché sono un incentivo all’uso e allo spaccio di sostanze stupefacenti. Ce ne sono più di mille al di fuori di ogni regola e di ogni controllo”.

E proprio mentre a Como spunta (Enjoint, in via Fontana, qui più info) un distributore automatico di prodotti a base di canapa (con Thc ovviamente legale e vendita previo inserimento della tessera sanitaria), anche il vicesindaco Alessandra Locatelli sposa la crociata del leader.

“Grazie alla importante presa di posizione del Ministro Matteo Salvini – dice Locatelli, riferendosi però agli oppiacei – Dobbiamo tutelare i giovani e le persone più fragili, ma anche tutte quelle persone che potrebbero intraprendere la strada della dipendenza proprio avvicinandosi facilmente all’uso degli oppiacei. Questi negozi sono il frutto di politiche di tolleranza e liberalizzazione che non ci appartengono e che non portano a nulla di buono, mettono solo a rischio la salute di tutti”.

“Imbarazzanti i commenti di chi nasconde l’evidenza e di chi non si rende conto dei danni che, queste politiche di liberalizzazione progressiva della cannabis possono avere – conclude il vicesindaco di Como – In un’epoca storica in cui ci troviamo a riportare un po’ di ordine, e di rispetto delle regole, non possiamo arrivare a non pensare ai rischi ai quali andiamo incontro come società se non riconosciamo la tossicità e gli effetti che gli oppiacei possono avere”.